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Okkio alla Salute 2023: cresce l’obesità infantile in Italia

bambino che mangia cibo non salutare

Un’indagine rivela abitudini alimentari scorrette e aumento dei casi di sovrappeso nei bambini di terza elementare

TREVISO – Il recente studio “OKkio alla Salute 2023” condotto dal Servizio Epidemiologico dell’Ulss 2, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Treviso, ha evidenziato un preoccupante aumento del sovrappeso e dell’obesità tra i bambini di terza elementare nella provincia di Treviso. I dati, presentati a Villa Carisi dal direttore generale Francesco Benazzi insieme al dr. Paolo Patelli e al dr. Mauro Ramigni, mostrano che il 23% dei bambini pesa troppo, con un incremento costante dei casi di obesità.


Allarmante crescita dell’obesità

Il sovrappeso e l’obesità infantile rappresentano un serio rischio per lo sviluppo di patologie croniche in età adulta e costituiscono una sfida cruciale per la sanità pubblica. Il campione, composto da 450 alunni di terza elementare, ha rivelato che il 14,7% è in sovrappeso e l’8,3% è obeso, con un trend in crescita rispetto agli anni precedenti. Nel 2019, la percentuale di bambini obesi era del 3,7%, salita al 5,3% nel 2021 e arrivata a superare l’8% nel 2023. Le condizioni socio-economiche giocano un ruolo significativo, con una maggiore incidenza di obesità tra i bambini di famiglie in difficoltà economica e con genitori poco istruiti.


Abitudini alimentari scorrette

Direttore Generale Francesco Benazzi, dr. Paolo Patelli, dr. Mauro Ramigni

Lo studio ha inoltre rilevato che molti bambini non seguono una dieta equilibrata: il 30% salta la colazione e il 74,4% non fa una merenda adeguata a metà mattina. Oltre il 60% non consuma abbastanza frutta e verdura, mentre la metà dei bambini mangia troppi snack salati e il 53% consuma eccessivamente snack dolci. Questi comportamenti alimentari scorretti sono un indicatore del rischio crescente di problemi di peso.


Attività fisica e sedentarietà

Nonostante un leggero aumento nel tempo dedicato all’attività fisica rispetto all’anno precedente, il 15% dei bambini rimane fisicamente inattivo e il 45% non raggiunge i livelli raccomandati di esercizio fisico (almeno un’ora al giorno). Il gap di genere è evidente: il 73% dei maschi pratica almeno due ore di sport a settimana contro il 59% delle femmine. Solo un bambino su quattro si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

Il tempo passato davanti a schermi di televisori, tablet o cellulari è preoccupante: il 37% dei bambini trascorre più di due ore al giorno con questi dispositivi, percentuale che sale all’80% durante il fine settimana. Questo comportamento è spesso correlato all’assunzione di cibo spazzatura e alla mancanza di attività fisica.

Il direttore generale Francesco Benazzi sottolinea l’importanza di educare i bambini a stili di vita sani sin dalla giovane età. “Il nostro obiettivo è far crescere una generazione più sana, riducendo l’incidenza di malattie croniche e tumori. È fondamentale promuovere lo sport e una corretta alimentazione per contrastare l’uso eccessivo di dispositivi elettronici e il consumo di junk food. L’Ulss 2 è costantemente impegnata in progetti in collaborazione con Regione, Comuni e scuole per migliorare la salute dei bambini”.

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