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Non succede solo a Bibbiano. Il business dei bambini rende più di un miliardo l'anno

Il  prezzo del dolore va dai 70,00 ai 400,00 euro al giorno, ma sale in caso vengano rilevate motivazioni speciali. Sono circa 35.00 i “prelievi” immotivati di bambini ogni anno. Ma non è una notizia di questi giorni: lo aveva denunciato già nel 2013 il Giudice del Tribunale di Bologna, avv. Francesco Morcavallo, nel corso di una trasmissione televisiva. La conduttrice Panicucci raccontava un caso di dolorosa sottrazione di un bambino dalla sua mamma pur in una situazione familiare favorevole, dove zia e nonna avevano espresso la loro disponibilità a farsi carico del nipote. Il Giudice aveva spiegato benissimo che dare il piccolo ai familiari non avrebbe fruttato niente!
La legge in vigore consente assoluta discrezionalità degli enti preposti: assistenti sociali, medici e magistrati, nella valutazione e nelle analisi psicologiche che determinano l’allontanamento di un minore e libertà di coscienza ai magistrati.
Poi il sistema di pagamento basato sulle “teste” e non sul rendiconto, con tariffe che crescono se viene certificato un bisogno speciale, è affidato a cooperative che gestiscono i centri di “sosta e smistamento” dei bimbi sottratti alle famiglie. Tutto questo, come sottolineava la conduttrice nel servizio di ben sei anni fa, potrebbe capitare a chiunque, poiché le motivazioni che mettono in moto questo disumano mercato possono essere assolutamente inventate, come testimoniano i fatti che hanno coinvolto alcune famiglie di Bibbiano. Ecco perché tacere!
La nostra Redazione si mette a disposizione di chi volesse raccontare casi accaduti in zona.
Silvia Moscati

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