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Mussolini, scontro sulla cittadinanza

Municipio di Mira (VE)

A Mira viene revocata, a Treviso mantenuta. Sul tema si spaccano gli schieramenti presenti nei consigli comunali

Cancellare con un atto ufficiale o mantenere la cittadina onoraria concessa dai comuni italiani a Benito Mussolini cento anni fa?
È un dibattito che da mesi infiamma gli schieramenti della politica italiana. In moltissimi consigli comunali, da nord a sud, in piccoli comuni o nelle città, ferve l’acceso confronto tra i partiti su un tema delicato e che si rivela estremamente divisivo. Soprattutto in questo ultimo periodo in cui il dibattito consiliare si è incentrato anche sul centenario della morte di Giacomo Matteotti e molti
comuni hanno deciso di concedergli la cittadinanza onoraria.
È molto lungo l’elenco dei Comuni in cui il tema sulla cittadinanza onoraria concessa a Mussolini è stato all’Ordine del Giorno. Da Bologna a Oristano, da Trieste a Perugia, da Salò a Latina e a Codogno, da Ustica ad Osimo e a Fano, tanto per citarne alcuni. Alcuni comuni l’hanno mantenuta, altri hanno approvato l’atto di revoca. Tutto dipende dalla maggioranza che guida l’amministrazione.

Ricostruire una mappa delle cittadinanze al dittatore fascista è impresa difficile. È lecito immaginare, comunque, che siano diverse centinaia i Comuni di cui Mussolini risulta ancora cittadino onorario.
Il tema ha infuocato il 27 giugno scorso anche Consigli comunali a noi vicini, come Mira nel Veneziano e Treviso, con risultati diametralmente opposti. Vediamo da vicino cosa è successo.


A Mira revocata la cittadinanza a Mussolini

Fin dal gennaio scorso a Mira la maggioranza di centrosinistra si è attivata per la revoca della vecchia delibera attraverso un apposito Ordine del Giorno in quando “incompatibile con la cittadinanza a Liliana Segre o la nostra storia locale”.



Il 27 giugno dopo un acceso dibattito, la cittadinanza onoraria a Mussolini è stata abrogata. Esultanza sui banchi del centrosinistra, indignazione da parte della minoranza di centrodestra.

Di seguito riportiamo la presa di posizione dei 3 capigruppo della minoranza Antonio Mendolia (FRATELLI D’ITALIA), Paolo Lucarda (CORAGGIO ITALIA), Boris Bertocco (LEGA): “Durante l’ordine del giorno discusso nel consiglio comunale del 27 giugno scorso a Mira (ve), relativo alla richiesta – presentata dalla maggioranza – di revoca della cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini da parte di questo comune il 18 maggio 1924, come gruppi di opposizione compatti – Fratelli d’Italia, Coraggio Italia e Lega – ci siamo indignati ed abbiamo deciso di non partecipare alla votazione dello stesso ordine del giorno ed abbiamo abbandonato l’aula.Abbiamo evidenziato il fatto che questa amministrazione e la maggioranza che la sostiene invece di pensare a risolvere i veri problemi che attanagliano da anni questo paese di circa 40 mila abitanti si perde in queste diatribe che sono esclusivamente fatti storici accaduti oltre 100 anni fa!!!! un secolo fa!!!!!

Il conferimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini fa parte della storia di questo paese e la storia non va cancellata, cosa che questa amministrazione invece gradirebbe fare!!!! La storia non va nascosta!!! Va ricordata!!! Perché è un insieme di grandi avvenimenti di grandi successi ma anche di grandi errori e di grandi delusioni di cui bisognerebbe farne tesoro per il futuro. La storia è un esempio che ci deve indicare come agire e come operare per costruire un futuro migliore.

Questo ordine del giorno ha messo in evidenza la pochezza di questa amministrazione interessata esclusivamente a rievocare i fantasmi del passato per cercare di ottenere consensi e visibilità quando invece dovrebbe pensare a sistemare le strade, installare la nuova rete di illuminazione che i miresi attendono da anni, interessarsi alla mancanza di case, dei parcheggi delle piazze abbandonate e sporche, procedere con le opere finanziate con fondi Pnrr che dovrebbero essere consegnate entro il 2026 e che ad oggi non vi è alcuna traccia”.


A Treviso nessuna revoca, sì alla cittadinanza a Matteotti

Un copione diverso si è visto a Treviso, nel corso del consiglio comunale del 27 giugno in cui si è votato in maniera unanime per l’onorificenza a Giacomo Matteotti, parlamentare socialista assassinato dai fascisti un secolo fa. Non è invece passata la revoca della cittadinanza al Duce (assegnata proprio cento anni fa) che era stata presentata dall’opposizione: la maggioranza ha votato compatta contro la cancellazione.


Ovviamente non sono mancate forti polemiche sulle decisioni prese. Riportiamo la posizione del sindaco di Treviso Mario Conte pubblicata il 28 giugno su Facebook: «Ritengo doveroso chiudere la questione della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Ieri, in Consiglio Comunale, è stata respinta la mozione che ne chiedeva la cancellazione dall’albo comunale – ha spiegato il primo cittadino –La cittadinanza onoraria a Mussolini era stata conferita, come in moltissimi altri comuni italiani, nel 1924. Lo sottolineo, nel 1924. Un fatto storico, circoscritto e datato. Nessuno, dalla fine della seconda guerra mondiale, ha sentito poi la necessità di depennare quel nome dai registri. Molto semplicemente perché si è voluto andare avanti. Sono convinto che i valori dell’antifascismo
e della resistenza non si rafforzino eliminando i riferimenti bensì attraverso le azioni e il comportamento quotidiano all’interno della comunità. Non si è antifascisti quando si cancella, ma quando si costruisce una società migliore e quando si contribuisce a educare e formare, come peraltro si sta facendo con gli incontri dedicati a Giacomo Matteotti (e per questo ringrazio Istresco), con le iniziative nelle scuole, con i progetti. Lo stesso ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori (peraltro espressione del centrosinistra) si era opposto a una richiesta analoga perché “Mussolini e il fascismo sono già stati giudicati dalla storia perché sarebbe bene che il passato, per una volta, riuscisse a passare”. Ecco, la storia. Rispettiamola. Treviso è stata, è e sarà sempre antifascista.
Andiamo avanti».

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