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Musica sulle Bocche trasforma Castelsardo in un palcoscenico diffuso

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Dal 27 al 30 agosto 2026, il festival Musica sulle Bocche torna a Castelsardo per la sua XXVI edizione, trasformando il borgo in un palcoscenico diffuso che accoglie sonorità da tutto il mondo.

CASTELSARDO. Ci sono luoghi che ospitano un festival e altri che, per qualche giorno, finiscono per diventarne parte. Castelsardo appartiene a questa seconda categoria. Qui Musica sulle Bocche torna anche quest’anno, come ormai da consuetudine, e dal 27 al 30 agosto la musica si muoverà dentro il borgo, seguendone la geografia: attraverserà piazze e vicoli, raggiungerà terrazze affacciate sul mare, si insinuerà nel centro storico e trasformerà alcuni dei suoi angoli più suggestivi in altrettanti palcoscenici. Per la XXVI edizione del festival diretto da Enzo Favata, l’arrivo a Castelsardo segna così l’inizio di una nuova fase del viaggio. Non un unico palco e non un solo concerto, ma una successione di incontri che accompagna il pubblico da un luogo all’altro e, insieme, da un universo musicale all’altro. Il borgo diventa una piccola mappa da percorrere seguendo i suoni, con il paesaggio e l’architettura che entrano nell’esperienza dell’ascolto.

La prima giornata, giovedì 27 agosto, racconta perfettamente questa vocazione. Nell’arco di poche ore Musica sulle Bocche disegna infatti un itinerario che parte dalla Sardegna e arriva idealmente fino all’Islanda, passando per territori sonori che guardano alla Grecia, ai Balcani, alla ricerca contemporanea e al jazz internazionale. Si comincia alle 11, dalla Terrazza Sala XI, con un evento gratuito che guarda a due giganti del Novecento per interrogarsi sulla musica di oggi. “Miles Davis & John Coltrane 100” celebra il centenario della nascita dei due maestri attraverso il set di DJ Kabaret Maker: le registrazioni originali entrano in dialogo con elettronica, ambient, trip hop, techno e sperimentazione contemporanea, seguendo le tracce lasciate da Davis e Coltrane nelle generazioni che sono venute dopo di loro. Campionamenti, remix e texture elettroniche costruiscono un ponte fra jazz e club culture, memoria e futuro. Un ascolto pensato anche come momento conviviale, accompagnato da un aperitivo con degustazioni di prodotti del territorio. Questo set immersivo attraversa oltre settant’anni di musica, mettendo in luce come l’opera di Miles Davis e John Coltrane continui ancora oggi a ispirare produttori, DJ e musicisti di tutto il mondo. “Più che una semplice celebrazione, Miles Davis & John Coltrane 100 è un viaggio globale nelle radici della musica contemporanea, un omaggio a due artisti che hanno cambiato il modo di ascoltare, creare e immaginare il suono, lasciando un’eredità che continua a vivere ben oltre il jazz”. L’evento è gratuito.

Alle 19 in Piazza Pianedda e nel Centro Storico, Su Cunzertu Antigu porta tra le strade di Castelsardo una tradizione musicale sarda riletta attraverso uno sguardo interamente femminile e contemporaneo. Ideato da Myriam Costeri, questo ensemble strumentale sardo interamente al femminile, attivo dal 2012, nasce dalle sonorità della tradizione barbaricina e del Cunzertu Antigu Gavoesu – basato su tamburo, triangolo e pipiolu – e le intreccia con altri strumenti identitari della Sardegna, tra cui organetto, fisarmonica, chitarra, trunfa, launeddas e canna isperriada. Ne emerge un linguaggio musicale che valorizza le diverse provenienze e sensibilità artistiche delle musiciste coinvolte. L’ensemble si configura come un collettivo musicale femminile che unisce ricerca, tradizione e sperimentazione. Accanto ai balli tradizionali sardi, il repertorio include arrangiamenti originali e contaminazioni contemporanee, capaci di dialogare con linguaggi musicali diversi pur mantenendo un forte legame con il patrimonio culturale dell’isola. Le musiciste si esibiscono in abiti tradizionali sardi reinterpretati con sensibilità contemporanea, dove i capelli sciolti diventano simbolo di libertà, forza e identità femminile. Ogni performance si trasforma così in un racconto sonoro e visivo che crea un ponte tra passato e presente, restituendo un’immagine di Sardegna viva, dinamica e universale. Anche questo evento è gratuito.

Appena mezz’ora più tardi, alle 19:30, cambia lo spazio e cambia il paesaggio sonoro: alla Terrazza Sala XI arriva Alessandro “Asso” Stefana, con la sua musica intima, visionaria e difficilmente riconducibile a un solo linguaggio. Il suo secondo album omonimo, pubblicato il 26 aprile 2024 per Ipecac Recordings, la prestigiosa etichetta fondata da Mike Patton, è accompagnato dalla produttrice esecutiva PJ Harvey, che lo descrive con queste parole: “Questa musica misteriosa e bellissima di Alessandro Stefana mi incanta. La sua fragilità e tenerezza portano conforto e comprensione. Riflette la sensibilità unica del suo creatore, che ha attinto alla sua esperienza per portare al mondo questo disco profondamente commovente come un inno alla vita.” Per Stefana, questo album rappresenta il risultato di anni di dedizione e un lungo percorso di affinamento e consapevolezza. Il contributo di PJ Harvey è stato fondamentale fin dall’inizio, un dialogo creativo che ha contribuito a perfezionare il progetto e ha spinto l’artista a cercare l’essenza più autentica di ogni composizione. Le parole di sostegno di PJ Harvey hanno rappresentato una forza decisiva nel portare a compimento il lavoro, che Stefana ha custodito gelosamente, trattandolo con la stessa cura riservata a qualcosa di estremamente intimo e prezioso. Un gesto di protezione verso un’opera che l’artista sente autentica e vulnerabile, dove le abilità del musicista cedono il passo a una visione d’insieme e si mettono completamente al servizio dei brani. Il risultato è un lavoro intenso e personale, in cui sensibilità, delicatezza e profondità emotiva diventano il cuore stesso dell’espressione musicale.

Alle 20:30 Piazza Santa Maria apre invece una finestra verso il Mediterraneo orientale e i Balcani con Sokratis Sinopoulos e Yann Keerim: lira greca e pianoforte costruiscono il loro _Topos_, una casa musicale nella quale tradizione popolare, Bartók, improvvisazione e jazz da camera possono abitare lo stesso spazio. Il loro primo lavoro in studio è una profonda fonte di dialoghi musicali ispirati che attraversano con naturalezza lo spazio espressivo tra la tradizione popolare europea e il jazz da camera. Le sei Danze popolari rumene di Bartók compaiono nell’album in nuove forme e riletture, con il suono evocativo della lira di Sokratis che crea un contrappunto lirico al pianoforte di Yann, capace di alternare energia ritmica e riflessione delicata. È la prima volta che il duo emerge come progetto autonomo, distillato dall’esperienza maturata all’interno dell’acclamato quartetto di Sokratis. Le loro elaborazioni originali si fondono impercettibilmente con gli studi su Bartók, fino a creare un insieme organico in cui tutto appare connesso attraverso la fluidità espressiva del duo. Il titolo _Topos_ fa riferimento direttamente al paesaggio musicale condiviso dai due artisti: “In greco, topos può significare anche casa o patria. Ma non riguarda soltanto un luogo o le cose che lo compongono. È anche la cultura, il legame tra le persone: questo è il significato più profondo del termine. Con questo album creiamo il nostro topos, uno spazio che racchiude ampie implicazioni culturali e musicali, includendo l’Ungheria, la Romania e i Balcani. Continuiamo ad ampliarlo e a farlo conoscere ad altre persone, invitandole a diventarne parte.” La comune appartenenza alla tradizione musicale greca, con cui entrambi sono cresciuti, rappresenta il punto di partenza di questo percorso, consentendo ai due musicisti di esplorare in profondità il mondo musicale l’uno dell’altro. I biglietti sono in vendita sul Circuito ciaotickets.com.

Poi, alle 22, la giornata raggiunge il suo ultimo approdo. Sempre in Piazza Santa Maria, il pianoforte dell’islandese Sunna Gunnlaugs, con Scott McLemore alla batteria e Salvatore Maiore al contrabbasso, porta a Castelsardo le atmosfere e il lirismo del jazz nordico, aprendoli al dialogo con una sensibilità mediterranea. Sunna Gunnlaugs è una delle pianiste jazz più acclamate e culturalmente significative della scena europea contemporanea. Artista islandese formatasi nella scena newyorkese, ha costruito una carriera internazionale di oltre 25 anni, con 15 pubblicazioni discografiche. È stata due volte “Performer of the Year” agli Icelandic Music Awards e ogni suo album ha ricevuto una nomination agli stessi premi. Il suo linguaggio musicale unisce il lirismo nordico alla libertà del jazz contemporaneo, con un equilibrio tra chiarezza, delicatezza e impulso ritmico. Il suo trio è particolarmente apprezzato per la qualità dell’interazione e la sottigliezza emotiva, dando vita a un suono intimo, elegante e profondamente espressivo. In questo progetto, Sunna Gunnlaugs si esibisce in trio con il batterista Scott McLemore (USA) e il contrabbassista Salvatore Maiore (Italia), arricchendo la formazione con la presenza speciale del polistrumentista Enzo Favata (Italia) ai sassofoni e strumenti a fiato. Il risultato è un incontro musicale di rara profondità, dove il jazz nordico si apre al dialogo mediterraneo, creando un paesaggio sonoro poetico, luminoso e contemporaneo.

Cinque concerti, cinque luoghi e prospettive differenti: dalla memoria musicale della Sardegna alle rarefazioni del Nord Europa, il primo giorno di Musica sulle Bocche a Castelsardo diventa così un viaggio dentro il viaggio. Basta seguire la musica, spostandosi nel borgo mentre cambiano la luce, il panorama e i suoni. Il festival, diretto da Enzo Favata e coordinato da Valentina Minoccheri, è realizzato in collaborazione con il Comune di Castelsardo, la Camera di Commercio di Sassari, la Fondazione Sardegna e la Regione Autonoma della Sardegna. Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito ufficiale www.musicasullebocche.it.

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