Federica Brignone vince incredibilmente il superG femminile a trecentoquindici giorni dal terribile infortunio. Quinta Pirovano, settimana Curtoni. Goggia fuori
CORTINA – Quel tre aprile 2025 sembrava che tutto fosse finito. La carriera, i sogni di un’Olimpiade sulle montagne di casa. Raggiungere l’unica cosa che le mancava: l’oro olimpico. Quel terribile giorno tutto era andato in frantumi insieme alla sua gamba. La diagnosi è terribile: frattura scomposta del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra con anche la rottura del legamento crociato anteriore.
Chiunque si sarebbe arreso. In fondo aveva appena vissuto una stagione da sogno. Vittoria della Coppa del Mondo generale, discesa e gigante. A cui si sommano l’argento e l’oro ai Mondiali di Saalbach. Ma Federica Brignone no. Non ha scelto a caso il simbolo della tigre.
Nonostante i trentacinque anni, il poco tempo per recuperare e soprattutto allenarsi. Nonostante tutto, lei ci ha provato fino all’ultimo. Torna in gara solo il 20 gennaio, poi decima nella libera olimpica di domenica in cui Sofia Goggia vince il bronzo. Ne seguono dolori durante gli allenamenti. Fino alla sera prima non è sicura di partecipare al SuperG.
Ma scende ugualmente. Non per l’oro, ma per provarci a soli trecentoquindici giorni dall’incubo infortunio. Sulla sua amata Olympia delle Tofane davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Scende come sesta e stacca tutti. Seconda la francese Romane Miradoli (argento a +0.41), e bronzo all’austriaca Cornelia Huetter (+0.52).
Arriva così l’unica gioia che le mancava, dopo il bronzo a Pyeongchang 2018 e l’argento a Pechino 2022 nello slalom gigante e l’altro bronzo in combinata individuale sempre quattro anni fa.
Ma non è ancora finita. Brignone e le altre azzurre torneranno ancora per lo slalom gigante e lo speciale. Si può ancora sognare.
In fondo, la Tigre di La Salle è tornata.
IL MEDAGLIERE DELL’ITALIA TEAM
Photo Credits: Simone Ferraro/CONI/Quirinale
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