Site icon Il Nuovo Terraglio

La tigre in gabbia e il can da burcio

È la mattina del 2 marzo 2020, io sono fuori città. Sto leggendo un po’ di notizie nei giornali online. La cosa sembra allarmante, si può andare dal medico solo su appuntamento e per cose gravi ma sconsigliano di farlo. Dicono di non far uscire gli anziani, soprattutto non farli andare in luoghi affollati o pericolosi. Il Covid sta facendo strage un po’ ovunque qui al nord. Telefono al Sior Pare:

Dopo circa 10 minuti di spiegazioni sul perché non deve uscire, e soprattutto andare lì che sono i luoghi più a rischio, lui finalmente si arrende.

Il Sior Pare è andato in pensione molto giovane, però ha sempre avuto mille interessi e cose da fare. La mattina va a prender il pane e il giornale per me, poi si mette a cucinare. Mangia, pulisce la tavola, prepara la lavastoviglie. Il pomeriggio un po’ di televisione e poi un giretto al supermercato o a prendersi le medicine o dal barbiere. Infine un po’ di giardinaggio o lavori in casa. Alla sera si guarda il calcio o qualche vecchio film. Ogni giorno ha il suo bel da fare, star fermi non se ne parla.

Di colpo queste sue piccole abitudini vengono spazzate via. Lo chiudo in casa. Le mascherine sono introvabili e lui ha pur sempre 82 anni. Ci vede molto molto poco per cui quando qualcuno gli parla, istintivamente si avvicina per cercare di capire chi è. E di questi tempi, meglio evitare. Ci prova sempre ad uscire, ci sono le immondizie da buttare, i rami che ha tagliato dagli alberi in giardino, aspetta che chiedo al vicino questo o quello. E io lì, che puntualmente, appena lo sento parlare con qualcuno o sento il cancello aprirsi, esco in terrazza ed inizio a urlargli di tornare di corsa a casa, di star lontano dalla gente ecc. I ruoli si sono decisamente capovolti.

Si arrabbia, gli faccio lavare le mani ogni volta che tocca qualcosa di provenienza esterna. Lui non capisce bene perché o per cosa. I giornali non riesce più a leggerli e i telegiornali non li guardiamo più da anni a meno che non siano quelli sportivi. Intanto in una settimana ha praticamente rivoluzionato il giardino e pulito tutta la casa. Pian piano trova il modo di trascorrere le giornate. Rimette in funzione il vecchio videoregistratore per guardarsi le opere liriche, facciamo l’abbonamento a Disney+ e, con la chiavetta per collegarlo alla tv, scopre l’esistenza di Youtube con i comandi vocali! (ma del suo rapporto con la tecnologia ne avremo modo di parlare). Inizia ad andare anche a prendere il sole in giardino. Però l’istinto a uscire o a chiacchierare con chiunque rimane. Per placarlo lo introduco alle prime videochiamate di gruppo e telefonate continue a parenti.

Maggio 2020, abbiamo un appuntamento in banca.  È la prima volta che esce di casa da 3 mesi. Mi sentivo come un genitore mentre porta il figlio per la prima volta al parco:

Lui ormai stremato da tutte le mie raccomandazioni sbotta:

Il bancario ci guarda un po’ perplesso e lui prosegue:

Arriva anche il momento di prendergli una mascherina decente.

Ed è così che ora andiamo in giro.

Vuoi leggere la nostra storia? La trovi qui

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version