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Sior Pare & mi – Storia semiseria di una caregiver

2 minuti di lettura

Un paio di anni fa, un po’ per scherzo, ho iniziato a scrivere un Blog raccontando le avventure e le battute di mio padre a cui faccio da Caregiver. Che cos’è un Caregiver? È una persona (nella grande maggioranza dei casi donna) che si prende cura di un familiare malato o disabile, arrivando a dover lasciare spesso il proprio lavoro.

Per mia fortuna, il mio “Sior Pare” è una persona davvero molto gioviale. Nonostante sia ipovedente, ha sempre la battuta pronta e una innata voglia di divertirsi e la grandezza di saper apprezzare le piccole cose, rendendo la situazione più semplice. Da oggi, settimanalmente, vi riproporrò la nostra storia.

“LUCIETTA: Siora madre.
MARGARITA: Fia mia.
LUCIETTA: Deboto xè fenìo carneval.
MARGARITA: Cossa diseu, che bei spassi, che avemo abuo?
LUCIETTA: De diana! gnanca una strazza de commedia no avemo visto.”

Carlo Goldoni, “I rusteghi”, Atto primo, (1760), Venezia.

In quarta superiore il mio Professore di Italiano un giorno ci fece leggere “I rusteghi” di Carlo Goldoni. In classe eravamo solo due vere veneziane, per cui, toccò a noi leggerla a voce alta. Ricordo di essere tornata a casa tutta emozionata. Andai subito da mia madre ed esclamai a gran voce: “Siora Mare” e lei di risposta: “Fia mia, deboto xe finìo carneval!” e da quel giorno ci siamo sempre chiamate così. Dopo poco tempo iniziai a chiamare mio padre “Sior Pare” e da lì tutti i miei amici hanno fatto altrettanto.

Nel 2002 le hanno asportato un meningioma. Da lì una lunga convalescenza e per circa due mesi non ricordava quasi nulla, le parole, le persone. Ma ogni volta che la chiamavo Siora Mare lei rispondeva sempre: “Fia mia! Deboto xe finìo carneval, gnanca una strazza de comedia no avemo visto!”. Non ricordava il mio nome, quello di mio padre, i suoi amati libri, i film. Ma quel piccolo nostro rituale è rimasto. Anche ora, nonostante con gli anni sia sopraggiunta la demenza senile, ogni volta che la chiamo lei risponde sempre nella stessa maniera. E lo fa a chiunque la chiami così.

I miei sono una coppia particolare, molto gioviali, amanti dell’arte in ogni sua forma. Musica, letteratura, film non sono mai mancati in casa.
Come ogni famiglia che si rispetti i rapporti non sono sempre idilliaci, anzi. Ma ci sono quei piccoli gesti, quelle complicità uniche che si possono avere solo con i propri genitori. Io e mio padre siamo così. Possiamo stare anche ore insieme senza parlare ma con uno sguardo ci capiamo.
Nonostante i 40 anni di differenza abbiamo ancora molte passioni in comune. Lo sport certamente, la musica classica, l’opera, Star Wars, i vecchi film, i cartoni animati, il buon cibo ed il buon bere, ma soprattutto l’aver sempre persone per casa e festeggiare per ogni motivo, anche il più futile. Ci piace vivere la vita divertendoci.

Circa due anni fa ho deciso di licenziarmi per star loro dietro, mai scelta fu migliore per me stessa e per la mia famiglia. Da lì a poco Siora Mare è stata ricoverata in casa di riposo e così siamo rimasti, lui con Koko, un gattone logorroico bianco e rosso senza una zampa posteriore e io nell’appartamento sopra al suo con i miei tre gatti. E da qui iniziano le nostre avventure.

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