Dal Ministero della Cultura un centro di ricerca e formazione che rafforza competenze e progetti per il futuro del settore culturale
ROMA – La Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, istituita dal Ministero della Cultura e con sede a Roma, si conferma un centro di eccellenza per la formazione e la ricerca nel settore culturale, pubblico e privato. Attiva a livello nazionale e internazionale, la Scuola promuove competenze, innovazione e cooperazione per la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio, affiancando professionisti e istituzioni in un percorso di crescita condivisa.
Formazione, ricerca e innovazione
Le sue attività spaziano dalla formazione continua, che rafforza le competenze degli operatori già attivi, alla ricerca applicata, capace di produrre dati e strumenti utili per il settore. Grande attenzione è riservata anche alla dimensione internazionale, con iniziative che favoriscono il dialogo tra esperti italiani e stranieri, e alla digital education, che risponde alle sfide della trasformazione tecnologica. Non mancano i progetti di innovazione, pensati per accompagnare enti pubblici, privati e realtà del terzo settore nel rendere la cultura un motore di sviluppo dei territori.
Progetti e iniziative in corso
Tra le iniziative più recenti spicca WHAPS – World Heritage in Africa, progetto dedicato alla candidatura e gestione dei siti UNESCO, che ha coinvolto professionisti provenienti da 26 Paesi africani nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa. Sul fronte dell’inclusione è stato lanciato personeper.it, il primo portale italiano interamente dedicato all’accessibilità nei luoghi della cultura, con strumenti, buone pratiche e materiali utili a promuovere una partecipazione più ampia.
La Scuola è anche impegnata nella raccolta e diffusione di dati: secondo le anticipazioni di Minicifre della Cultura, l’Italia si conferma leader in Europa per percorsi formativi culturali, con il 19,8% dei diplomati che sceglie questo settore, ben al di sopra della media europea. Nell’anno accademico 2023/2024 gli iscritti a corsi universitari, master e scuole di specializzazione in ambito culturale sono stati oltre 378 mila, con una crescita significativa anche negli ITS Academy dedicati al settore creativo.
Non manca l’attenzione alla trasformazione digitale, con il corso Gaming e beni culturali, che esplora l’uso dei videogiochi come strumenti di valorizzazione del patrimonio e prevede una Winter School nel 2026. Infine, il progetto Skills2GO!, dedicato a Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025, ha portato alla pubblicazione di un volume che raccoglie contributi di esperti su reti culturali, audience development e partecipazione, offrendo una guida per operare con competenza e visione nel contesto delle Capitali della cultura.
Una visione per il futuro
Con queste attività, la Scuola del Patrimonio si afferma come un laboratorio di idee e pratiche innovative, capace di coniugare formazione, ricerca e sperimentazione, e di rafforzare il ruolo della cultura come motore di sviluppo sociale ed economico, in Italia e oltre i confini nazionali.
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