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Il weekend al mare del Sior Pare

Il weekend al mare del Sior Pare

Noi veneziani siamo nati cullati dalle onde tranquille della Laguna e il richiamo per il mare rimane sempre molto forte. È così ovviamente anche per il Sior Pare che è da sempre un grande amante del mare. Certo, non ai livelli della Siora Mare che adorava nuotare, pescare, vogare e fare ogni tipo di attività che la mettesse a contatto con l’acqua, ma in ogni caso anche per lui è una grandissima passione. Proprio per questo quando andò in pensione la prima cosa che fece fu comprare un appartamento a Caorle.

Ricordo sempre con grande gioia quella prima estate lì. Con la scusa di dover ristrutturare e mettere a posto la casa, io e lui ci trasferimmo praticamente in quel nuovo appartamento appena iniziate le vacanze estive per poi ritornare a casa a settembre.

Con il passare degli anni però ha potuto andarci sempre meno, un po’ perché ero cresciuta e preferivo andarci da sola o con gli amici, poi per la gestione della videoteca e infine per star dietro a Siora Mare. Così per quasi vent’anni il mare non l’ha praticamente visto, fino a quando qualche anno fa, con la sua compagna di una vita in casa di riposo, si è potuto concedere finalmente qualche giorno di relax tra sole, mare e divertimento.

L’anno della pandemia non c’era stato modo di andarci, l’estate successiva invece, tra un mio impegno e l’altro e tutti gli eventi sportivi che lui non si poteva perdere, non si riusciva mai a incastrare due giorni di fila per poterci andare. Questo fino ai primi giorni di settembre.

Detto e fatto, il pomeriggio seguente eravamo già in macchina pronti per farci due giorni di relax. Dopo aver aperto tutta la casa e messo giù i bagagli eccoci già distesi in riva al mare. Una volta lui si passava le giornate tra parole crociate e passeggiate, adesso la cosa è un po’ più complicata e l’acqua era già troppo fredda per far il bagno.

Dopo aver prenotato un ombrellone in prima fila per il giorno seguente, eccoci tornare in appartamento, doccia veloce e via, pronti per andare nel nostro ristorante di fiducia.

In questi ultimi anni sono cambiate molte cose a Caorle, dalla viabilità, nuova piazza, alberghi, ristrutturazioni varie. Per lui è diventato quasi impossibile orientarsi. Lo guido in mezzo al fiume di persone che si dirigono verso il centro storico, commentando i vari cambiamenti.

Finalmente arriviamo al ristorante, ordiniamo un po’ di vino bianco, antipasti, il loro meraviglioso Guazzetto di cozze e vongole al sugo e una frittura da dividerci. Il cameriere ormai ci conosce, si ferma a far due chiacchere tra una ordinazione e l’altra. La serata passa via velocemente.

Dopo una così grande scorpacciata ci sta un bel giretto in centro e poi sul lungomare. Ogni tanto mi fermo a guardare qualche vetrina, o a cercar di far passare il flusso di gente. Il Sior Pare si ferma a “guardare” all’interno di un ristorante, probabilmente ha intravisto un riflesso strano, non lo so. Fuori ci sono due tavolini e una coppia di ragazzi che sorseggiano un vinello. La ragazza lo guarda e fa:

Porto via l’uomo, la ragazza ci guarda ancora mezza sconvolta, cercando di rimettere a posto i pezzi della scena. Di certo non se la dimenticherà facilmente! Il Sior Pare come al solito non perde un colpo:

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