I campionati Europei di Roma iniziano con il botto. Quattro medaglie di cui due d’oro e due d’argento. La sorpresa è la 4×400 mista d’argento.
ROMA – La prima medaglia d’oro dei campionati europei di ROMA2024 è italiana. E anche il primo argento. I campionati Europei di Roma non potevano iniziare in maniera migliore. Due medaglie d’oro e due d’argento. Record italiani, qualificazioni alle semifinali e finali. Tanti lampi di gioia e pochi rimpianti (uno su tutti, Vallortigara).
Ma andiamo con ordine.
La marcia trionfale
La prima gara che assegna medaglie di questi Europei è la marcia 20 chilometri. E l’Italia scende in campo con la campionessa olimpica Antonella Palmisano e Valentina Trapletti. Il percorso è di quelli magici: il parco del Foro Italico, poi intorno allo stadio dei Marmi e infine l’arrivo sulla pista dello stadio Olimpico.
La gara, come da pronostico, è dominata dall’atleta pugliese che chiude in testa con il crono di 1h28:08. La vera sorpresa è l’altra italiana Trapletti che conquista uno stupendo argento con il tempo di 1h28:37, migliorando il suo primato personale di oltre un minuto.
La Palmisano sferra l’allungo decisivo al dodicesimo chilometro e aggiunge un altro importantissimo oro al suo palmares. Da aggiungere a quello di Tokyo 2020, ai due bronzi mondiali (2017 e 2023) e un bronzo europeo (2018). La versa sorpresa è data dalla milanese Trapletti che, dopo il successo in staffetta ai Mondiali a squadre, a 38 anni sale finalmente sul podio europeo.
Nella storia degli Europei, è il terzo oro per la marcia femminile italiana dopo le due vittorie dell’indimenticabile Annarita Sidoti sui 10 chilometri (1990 e 1998) e la seconda doppietta (nel 1998 argento per Erica Alfridi). Bronzo a sorpresa all’ucraina Lyudmila Olyanovska che brucia all’arrivo la già festeggiante Laura Garcia-Caro.
Il commento delle marciatrici
La gioia di Antonella Palmisano: “Ho vissuto la gara con il sorriso, me la sono goduta fino in fondo: sono consapevole del percorso che ho fatto per arrivare fino a qui. Mi mancava quest’oro: prima di oggi ero un po’ triste perché avevo visto poca attenzione per la marcia, invece ho trovato un pubblico veramente acceso. Arrivavo da una serie di problematiche fisiche e contraddistinto da un cambio tecnico. Il titolo europeo dimostra come la strada scelta sia giusta. Dedico la medaglia a Massimo Stano, so quanto è difficile vederla da casa e so anche che quest’oro gli darà la motivazione per andare forte ai Giochi. Ora si prova a vincere di nuovo a Parigi”.
Valentina Trapletti: “Sono incredula e super felice. Ci credevo, ci ho sempre creduto, ma non mi aspettavo un risultato così grande. Roma è una città magica, il pubblico è stato pazzesco, mi ha spinto talmente tanto che a un certo punto non capivo più nulla”.
Trazione 4×4
Argento da brividi per la staffetta 4×400 mista con Luca Sito, Anna Polinari, Edoardo Scotti e Alice Mangione che conquistano il secondo posto con un formidabile record italiano in 3:10.69 dietro all’Irlanda (3:09.92) ma davanti all’Olanda della fenomenale Femke Bol, terza in 3:10.73.
Un risultato incredibile che regala anche la quasi certezza della qualificazione alle Olimpiadi di Parigi grazie a una prestazione pazzesca di tutti e quattro gli interpreti. Demolito il record Nazionale stabilito a Tokyo con 3:13.51. Sito chiude in testa la prima frazione con 44.75, segue Polinari in 51.10 che diventa terza ma sorpassa l’olandese Klaver e cambia in seconda posizione.
Nella terza frazione Scotti con 44.78 tiene il contatto con i primi e infine Mangione compie il miracolo in 50.6, superando il Belgio e riuscendo a tenere alla spalle il fenomeno olandese Bol.
Prima medaglia italiana della storia in questa specialità. Gli azzurri sono ora ampiamente in vetta alla graduatoria delle squadre non ancora promosse ai Giochi olimpici: un’ipoteca sull’ammissione a Parigi anche dell’unico quartetto mancante.
“Sono super soddisfatto – commenta Luca Sito, autentico astro nascente dei 400 azzurri – questi sono giorni speciali per me, sono i miei primi Europei ma sono anche Europei a Roma e hanno ancora un maggior valore. Sono arrivato quest’anno in Nazionale assoluta, un grande grazie va anche ai compagni, che mi hanno accolto in azzurro come fratelli maggiori”.
Anna Polinari mischia emozioni e cifre: “Stavo bene, volevamo sognare in grande e abbiamo sognato in grande. Facendo i conti avevamo ipotizzato di valere sotto un crono sotto i 3:12 e abbiamo fatto oltre un secondo meglio”. Per Edoardo Scotti è l’argento della rinascita dopo due stagioni difficili: “Questo è un punto di partenza, non potevo mancare qui: la staffetta è casa mia, lo Stadio Olimpico è la casa dell’atletica italiana”. Chiusura con Alice Mangione, arrivata davanti a Femke Bol: “Faccio ancora fatica a crederci: ci credevamo, ma sapevamo fosse difficile. Abbiamo dato tutto e forse anche di più”.
Battocletti d’oro
Una serata davvero da incorniciare per Nadia Battocletti. La ventiquattrenne azzurra si laurea campionessa europea con il record italiano di 14:35.29. nella rivincita degli Europei di cross, questa volta è l’azzurra a prendersi il trono dei 5000 metri sulla norvegese Karoline Bjerkeli Grovdal (14:38.62). Terza la spagnola Marta Garcia (14:44.04).
Una gara dura, condotta dalla norvegese fino all’ultima curva, quando l’azzurra (che le era sempre stata alle spalle) spinge al massimo dandole ben 3 secondi di scarto. Una gara da batticuore con Mariana Machado che molla la testa già dopo poco più di un chilometro. La spagnola Marta Garcia è bronzo con il record nazionale a 14:44.04.
Il dopogara di Nadia Battocletti è un mix di sorrisi e lacrime: “È stata una gara tosta, immaginavo che le avversarie volessero tenere un ritmo alto per mettere in difficoltà il mio punto di forza, la capacità di finire veloce. Oggi la mia mental coach Elisabetta mi ha scritto: ‘Vai a prenderla’. Non intendeva di andare a prendere l’oro, ma di andare a prendermi quello che ho costruito negli allenamenti. Leggendo il suo messaggio mi sono detta: ‘Questo giorno dev’essere oggi’. Vedevo Grovdal davanti e mi dicevo: ‘Mi ha superato nei cross, ma questa è casa mia’. Il pubblico mi ha aiutato tantissimo, a un certo punto ho avuto il dubbio di aver sbagliato il conto dei giri tanto era salito il tifo. Nelle scorse settimane ho avuto qualche problemino di assetto a livello di bacino e questo mi limitava. La medaglia è dedicata a tutti quelli che mi hanno supportata, da mamma e papà allo staff e alla federazione che mi seguono, ma più in generale è per tutti quelli che con tenacia credono nei propri obiettivi”.
Gli altri azzurri
Nei 5000 di Nadia Battocletti, notevole anche il settimo posto di Federica Del Buono con il personale di 15:00.05. Sulla pedana del peso raggiungono la finale i due big azzurri ma in modo diverso. L’argento mondiale e bronzo iridato indoor Leonardo Fabbri coglie la migliore prestazione del turno con 21,10 al primo lancio. Il campione europeo indoor Zane Weir acciuffa il pass al terzo e ultimo tentativo con l’ultima misura utile di 19,71, al rientro da un infortunio alla caviglia. Finale questa ser alle 21.
Al termine della prima giornata nell’eptathlon Sveva Gerevini è al quinto posto con 3735 punti, dopo aver proseguito con 12,37 nel peso e 23.81 (+0.8) sui 200 metri. Per le semifinali dei 100 si qualificano Matteo Melluzzo che corre in 10.21 (+0.2) e Roberto Rigali, 10.34 (+0.8). Niente da fare nell’alto per Elena Vallortigara, eliminata con 1,85, e per la 18enne Aurora Vicini, fuori con 1,81. Nel peso Lorenzo Del Gatto esce di scena con 18,83.
Photo Credits: Grana/Fidal
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