Secondo i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) sì. «Chiediamo al governo di fare un passo indietro e ripristinare il tema storico negli scritti degli esami di maturità: soltanto un popolo che conosce le proprie radici può avere un futuro prospero».
Qualche giorno fa i due consiglieri hanno presentato una mozione per impegnare la Giunta regionale a intervenire presso il MIUR affinché il tema storico sia mantenuto tra le tracce della prima prova degli esami di Stato.
“Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo”: questo il nome della mozione, che richiama la celebre frase del filosofo George Santayana incisa in trenta lingue sul monumento del campo di concentramento di Dachau. «Ridimensionare il ruolo della Storia all’interno del curriculum scolastico non è solo sbagliato – puntualizzano i due consiglieri regionali -, è anche dannoso. Vuol dire negare, o sottostimare, il ruolo che lo studio e l’esperienza del passato possono avere come patrimonio di conoscenze per la costruzione del presente e del futuro».
«Va inoltre sottolineato – concludono Ruzzante e Bartelle – che il pesante intervento del governo sull’esame di maturità avviene in corso d’anno e, anche per questo, ha scatenato le proteste degli studenti delle scuole superiori, che giustamente criticano una modifica che giudicano assurda, nei tempi e nei modi, e che nei giorni scorsi sono scesi in piazza con la Rete degli Studenti Medi in moltissime città italiane. L’8 febbraio oltre 3mila studenti sono scesi in piazza a Padova per manifestare contro le modifiche volute dal governo».
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
