una serata da tutto esaurito nonostante il meteo incerto
Un attesissimo evento ieri sera a Suoni di Marca, il festival musicale che ormai da 36 anni allieta le estati trevigiane e che ci ha abituato alla presenza di personaggi di altissima rilevanza, come il mitico Franco Battiato.
Il tempo incerto sembrava rovinare la serata , che invece è partita regolarmente con Ama Supreme, una Drag Queen dalla presenza scenica e dalla voce originale, accompagnata da una band di giovani talenti, e poi con Queen of Saba, che tra temi politici e di genere, è stata applaudita da un pubblico che via via stava arrivando per l’evento clou della serata: Ditonellapiaga
Questa cantante, che il grande pubblico ha conosciuto al Festival di San Remo l’anno scorso in coppia con la Rettore con la canzone Chimica e quest’anno da sola con il pezzo Che Fastidio!, ma anche nella serata delle cover di quest’anno con Tony Pitone, in una performance indimenticabile, è giunta a Treviso e lo stesso Paolo Gatto nel presentarla ha espresso il suo stupore.
In un palco optical in bianco e nero, che veniva trasformato via via dalle luci, anche stroboscopiche, e da una voce fuori campo che informava sulla durata del concerto (90 minuti), sugli effetti speciali che potevano anche disturbare chi nel pubblico era più sensibile, è apparsa Ditonellapiaga, in uno dei suoi abiti vintage a pois, trasportata come un sacco vuoto sulle spalle di un body gard del festival, citando un’opera di Offenbach, Les oseaux dans le charmille.
Dopo questo ingresso plateale, ha cominciato a cantare, dimostrando una voce ed una presenza scenica eccezionale, oltre che aver intessuto nello spettacolo quasi un canovaccio teatrale.
Un telefono rosso da cui riceveva varie telefonate, tra cui quelle dei genitori, che la chiamavano con il suo vero nome, Margherita, chiedendole che cosa ci faceva lì su quel palco, se aveva problemi di dipendenza all’alcool, visto la presenza di un vistoso ed enorme calice da cocktail.
Accompagnata da due ballerine straordinarie, ha continuato lo spettacolo, finché la “vera”Ditonellapiaga ha telefonato dicendole di essere un’usurpatrice del suo spazio e di andarsene subito. Uscita dal palco, è ritornata la “vera” Ditodellapiaga con uno splendido abito rosso accompagnata dalle ballerine poliziotte che avevano “ucciso” la falsa.
E’ iniziata poi la terza parte dello spettacolo, dedicata al suo album Miss Italia, e lei circondata da sagome che la ritraevano, ha accolto Donatella Rettore, che ha cantato con lei Chimica, ed ha fatto
degli apprezzamenti palesi sulle sue splendide gambe, nonché sul suo lato B, cose che tutti pensavano, ma che non si sentivano di palesare.
Proprio la Rettore l’ha scoperta in locale a Roma di cui Ditonella piaga è originaria, mentre si esibiva, e da lì è partita la loro collaborazione e il suo lancio in una carriera che ormai si può dire irrefrenabile.
Perché uno dei segreti di Margherita, lasciatemela chiamare così, è quella di mettere insieme i vari generi musicali, anche quelli più diversi, con dei testi assolutamente intelligenti, che sembrano nati da quei brain storming in cui si contano quante volte una parola è stata nominata, e che fanno da nomenclatura a testi come Businessman, dove tutti i termini usati nel settore economico vengono combinati in rime e giochi di parole, che danno come risultato un testo provocatorio e provocante come quelli di Alice nel paese delle meraviglie.
Lei stessa potrebbe essere un personaggio di quella fiaba, per la sua bellezza eclatante che le dà quell’aria di brava ragazza, ma che porta con sé una serie di enigmi. Lei stessa nell’ultima parte dello spettacolo, ha confessato le sue paure e le sue contraddizioni e la difficoltà di accettarsi (difficile da pensare in un corpo così bello) per non essere abbastanza pop o abbastanza trasgressiva.
Ecco, si può dire che in questo spettacolo applauditissimo, lei abbia trovato la sua strada e la porti avanti con originalità e determinazione. E come tutti sappiamo, i primi ad essere convinti di fare qualcosa dobbiamo essere noi, al di là del giudizio degli altri. La sua determinazione, a 29 anni, l’ha portata dove forse non era consapevole volesse arrivare, ma ci è arrivata e brillantemente.
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