Il progetto europeo SEASTRONG, con la partecipazione di Ca’ Foscari, sta svelando il ruolo cruciale di coralli, mangrovie e praterie marine nella difesa delle coste tropicali, combinando ricerca sul campo e avanzate simulazioni digitali.
Questa iniziativa mira a quantificare la capacità di questi ecosistemi di attenuare le onde e a prevedere gli impatti del cambiamento climatico e gli effetti degli interventi di ripristino.
VENEZIA. Quanto possono realmente coralli, mangrovie e praterie di fanerogame marine proteggere le fragili coste tropicali dall’implacabile azione delle onde? Questa è la domanda centrale che anima SEASTRONG, un ambizioso progetto internazionale che vede l’Università Ca’ Foscari Venezia in prima linea, grazie al gruppo di ricerca coordinato dal Professor Alessio Rovere, esperto di Geografia fisica e geomorfologia.
Il Professor Rovere ha recentemente concluso una missione esplorativa cruciale alle Seychelles, una delle tre aree di studio designate dal progetto, affiancata da Belize e Fiji. Durante questa spedizione, finanziata dai partner oltreoceano, Rovere ha svolto un ruolo fondamentale nell’istruire il personale della Seychelles Parks and Gardens Authority e della Seychelles Islands Foundation. L’obiettivo era trasferire le metodologie più avanzate per misurare con precisione la capacità degli ecosistemi costieri di dissipare l’energia delle onde. Questa formazione non solo rafforza le competenze locali, ma garantisce anche una partecipazione attiva e paritaria delle organizzazioni locali nella raccolta e nell’analisi dei dati per tutta la durata del progetto.
L’approccio innovativo di Ca’ Foscari si concretizza nella creazione di “gemelli digitali” tridimensionali degli ambienti marini studiati. Queste ricostruzioni virtuali estremamente dettagliate permetteranno ai ricercatori di analizzare in profondità come la morfologia e la struttura complessa di coralli, mangrovie e praterie marine influenzino il movimento dell’acqua e la propagazione delle onde. Le informazioni derivanti da questi modelli digitali saranno poi integrate con i dati raccolti direttamente sul campo. Sensori specifici, posizionati strategicamente lungo il percorso delle onde, misureranno l’effettiva attenuazione dell’energia ondosa mentre attraversa i diversi ecosistemi, fornendo un quadro completo e dinamico del fenomeno.
Questi dati, sia quelli derivanti dai gemelli digitali sia quelli raccolti in situ, saranno essenziali per calibrare e validare i modelli idrodinamici delle aree di studio. Verificando la loro capacità di riprodurre fedelmente i processi naturali, i modelli, una volta validati, diventeranno strumenti predittivi potentissimi. Permetteranno di simulare scenari futuri, modificando virtualmente l’estensione e le caratteristiche degli ecosistemi. In questo modo, sarà possibile stimare con maggiore accuratezza l’impatto del cambiamento climatico e del degrado degli habitat naturali, ma anche valutare i benefici concreti che possono derivare da interventi mirati di conservazione e ripristino.
Il Professor Alessio Rovere sottolinea l’importanza di un approccio olistico: «Coralli, mangrovie e praterie formano sistemi connessi che possono ridurre l’energia delle onde e contribuire alla protezione delle comunità costiere». E aggiunge: «Il nostro compito è misurare questa funzione e tradurla in modelli capaci di simulare scenari realistici, per capire quanto si perde quando un ecosistema viene degradato e quali benefici possono produrre interventi mirati di conservazione e ripristino. Un altro aspetto importante di SEASTRONG è la collaborazione con le organizzazioni partner dei Paesi tropicali, che partecipano alla ricerca su un piano di effettiva parità. La condivisione di metodi e competenze contribuisce inoltre a consolidare capacità operative nei territori coinvolti».
Questi preziosi ecosistemi costieri non sono solo barriere naturali contro le onde. Mangrovie, praterie e barriere coralline sono veri e propri motori di biodiversità, offrendo habitat vitali a innumerevoli specie marine. Svolgono un ruolo cruciale nell’immagazzinamento del carbonio, contribuendo alla mitigazione del cambiamento climatico. Sono pilastri per le economie locali, sostenendo la pesca e il turismo, e proteggono le coste dall’erosione. Spesso studiati e gestiti in modo isolato, questi ambienti sono in realtà profondamente interconnessi da scambi d’acqua, nutrienti, carbonio e organismi viventi, formando un “unico paesaggio costiero” la cui integrità è fondamentale.
SEASTRONG si propone di analizzare queste complesse connessioni per sviluppare strategie di conservazione e ripristino che siano non solo efficaci, ma anche resilienti di fronte alle sfide globali come il riscaldamento degli oceani, le ondate di calore marine e l’innalzamento del livello del mare. Tra i risultati attesi del progetto figurano mappe interattive dettagliate, modelli ecologici e idrodinamici ad accesso aperto, protocolli di monitoraggio standardizzati e raccomandazioni pratiche. Queste saranno rivolte a istituzioni governative, comunità locali e organizzazioni non governative impegnate nella tutela degli ecosistemi, fornendo strumenti concreti per una gestione sostenibile.
Il progetto SEASTRONG, il cui acronimo completo è “Stronger Together: The Role of Connectivity in Safeguarding Functioning Coastal Ecosystems under Global Change”, è coordinato dall’Università di Brema in collaborazione con il Leibniz Centre for Tropical Marine Research. Rappresenta un’ampia rete di ricerca che coinvolge 15 organizzazioni provenienti da nove Paesi diversi. Tra i partecipanti figurano l’Università di Brema (Germania), il Leibniz Centre for Tropical Marine Marine Research (Germania), l’Università Ca’ Foscari Venezia (Italia), l’École Pratique des Hautes Études (Francia), l’Edinburgh Napier University (UK), l’IHE Delft Institute for Water Education (Paesi Bassi), la Lancaster University (UK), la Stazione zoologica Anton Dohrn (Italia), l’Università di Almería (Spagna), Healthy Reefs for Healthy People (Belize), il Toledo Institute for Development and Environment (Belize), Talanoa Consulting (Fiji), l’University of the South Pacific (Fiji), la Seychelles Islands Foundation (Seychelles) e la Seychelles Parks and Gardens Authority (Seychelles). Finanziato dall’Unione Europea con un contributo di 6 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon Europe, il progetto avrà una durata di 54 mesi, estendendosi da settembre 2026 a febbraio 2031.
Questa iniziativa di ricerca non solo approfondirà la nostra comprensione degli ecosistemi costieri tropicali, ma fornirà anche strumenti pratici e strategie innovative per la loro conservazione e ripristino, essenziali per la resilienza delle comunità costiere di fronte ai cambiamenti climatici. La collaborazione internazionale e l’approccio multidisciplinare di SEASTRONG promettono di generare un impatto significativo sulla gestione sostenibile delle risorse marine globali.
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