Dopo il via libera del Senato della scorsa settimana, anche la Camera dei Deputati ha approvato lo schema di intesa preliminare tra il Governo e la Regione Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Il provvedimento rappresenta un nuovo passaggio nel percorso avviato dal Veneto verso l’attuazione dell’autonomia differenziata prevista dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione
ROMA. L’intesa riguarda quattro ambiti specifici: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute limitatamente al coordinamento della finanza pubblica. Si tratta di competenze che, secondo la Regione, potranno essere gestite in modo più diretto, con l’obiettivo di rendere più efficiente l’azione amministrativa e avvicinare le decisioni ai territori.
Il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha definito il voto della Camera «un risultato significativo per il Veneto e per un modello istituzionale che punta a valorizzare responsabilità ed efficienza».
«Con l’approvazione della Camera, dopo il voto favorevole del Senato, il percorso avviato dalla nostra Regione compie un passaggio importante», ha dichiarato il governatore, sottolineando come il progetto autonomista rappresenti «un’opportunità prevista dalla Costituzione» e non un privilegio riservato a una singola Regione.
Stefani ha inoltre replicato alle critiche rivolte alla riforma, respingendo l’idea che l’autonomia possa accentuare le differenze territoriali. «Mi è dispiaciuto sentire dire che l’autonomia divide l’Italia e crea cittadini di serie B. Mi è dispiaciuto anche vedere chi continua a fare ricorso contro questo percorso invece di chiederlo anche per la propria terra, assumendosi la responsabilità di amministrare maggiori competenze», ha affermato.
Secondo il Presidente del Veneto, la richiesta della Regione nasce dalla volontà di valorizzare un modello amministrativo che negli anni ha dimostrato efficienza. «Il Veneto non ha mai chiesto trattamenti di favore. Chiede di poter gestire direttamente competenze che ritiene di amministrare con efficacia, nell’interesse dei cittadini», ha spiegato, ribadendo che il percorso è fondato «sulla virtuosità amministrativa maturata negli anni e sulla volontà di migliorare ulteriormente la qualità dei servizi».
Nel suo intervento Stefani ha anche rivolto un appello a mantenere il confronto sul piano dei contenuti. «Rispetto le posizioni di chi non condivide questa riforma, ma resto convinto che il merito debba prevalere sugli slogan. L’autonomia rappresenta un’opportunità accessibile a tutte le Regioni che intendano intraprendere questo percorso».
Il Presidente ha infine ringraziato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, per il lavoro svolto nella definizione dell’intesa. «Quello dell’autonomia è un percorso che mette al centro responsabilità, efficienza e vicinanza ai cittadini. Oggi si apre una nuova fase e continueremo a lavorare affinché questo processo si traduca in strumenti concreti a beneficio del Veneto e dell’intero Paese», ha concluso.
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