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Addio a Fabrizio Plessi, Venezia piange l’artista dell’acqua e della luce

plessi

La città lagunare e l’intero panorama dell’arte contemporanea internazionale sono in lutto per la scomparsa di Fabrizio Plessi, un artista di straordinaria originalità la cui visione ha saputo fondere elementi naturali e tecnologia in un linguaggio profondamente evocativo e unico. La Fondazione Musei Civici di Venezia ha espresso il suo più profondo cordoglio per la perdita di un maestro che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’arte, elevando l’acqua, la luce, il movimento e la tecnologia a protagonisti assoluti delle sue creazioni.

VENEZIA. Fabrizio Plessi, con la sua inconfondibile cifra stilistica, ha saputo trasformare concetti astratti in esperienze immersive e sensoriali. Le sue opere non erano semplici installazioni, ma veri e propri ecosistemi artificiali dove l’elemento liquido, la luminosità vibrante e il dinamismo cinetico si incontravano con la precisione della tecnologia digitale. Questo connubio ha generato un’arte capace di dialogare con lo spettatore su più livelli, stimolando la riflessione sulla natura, sul progresso e sulla condizione umana. La sua ricerca artistica si è distinta per la capacità di creare ponti tra il passato e il futuro, tra la materialità del mondo e l’immaterialità dell’immagine digitale, tra la forza primordiale della natura e le infinite possibilità offerte dalla tecnologia.

Come ricorda Mariacristina Gribaudi, Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, “Venezia, città profondamente legata alla sua ricerca artistica e alla sua vita, ha avuto il privilegio di accogliere in più occasioni le sue opere”. Questo legame non era casuale; la città lagunare, con la sua intrinseca relazione con l’acqua, la sua storia millenaria e la sua costante sfida agli elementi, ha rappresentato per Plessi una fonte inesauribile di ispirazione e un palcoscenico naturale per le sue visioni. Le sue installazioni a Venezia non erano semplici esposizioni, ma dialoghi intimi e potenti con l’ambiente circostante, capaci di esaltare la bellezza e la fragilità della città stessa.

Tra le opere più significative che hanno segnato questo profondo rapporto, spicca la celebre installazione digitale “L’Età dell’Oro”, presentata al Museo Correr nel 2020. Quest’opera, un vero e proprio inno alla resilienza e alla bellezza, è stata un “omaggio profondo e commosso alla città e al particolare momento storico che il mondo stava vivendo”. In un periodo di incertezza globale, Plessi ha offerto una riflessione sulla preziosità del tempo e sulla capacità dell’uomo di trovare la luce anche nei momenti più bui. L’oro, simbolo di valore e eternità, si fondeva con l’acqua, elemento di vita e purificazione, creando un’esperienza visiva e concettuale di grande impatto emotivo. L’installazione digitale, con i suoi flussi luminosi e le sue proiezioni, ha trasformato gli spazi storici del Museo Correr in un ambiente futuristico e al tempo stesso profondamente radicato nella memoria collettiva veneziana, rievocando la grandezza e la vulnerabilità della Serenissima.

Questa installazione del 2020 ha fatto eco a un’altra mostra storica e indimenticabile: “Waterfire” del 2001. Quest’ultima, con la sua audacia e innovazione, aveva già dimostrato la capacità di Plessi di reinterpretare gli spazi urbani e museali attraverso l’uso magistrale di acqua e fuoco, elementi primordiali e contrapposti, ma che nelle sue mani trovavano una sintesi armoniosa e spettacolare. “Waterfire” non fu solo una mostra, ma un evento culturale che catturò l’attenzione internazionale, consolidando la reputazione di Plessi come pioniere dell’arte digitale e ambientale. Entrambe le opere, seppur distanti nel tempo, testimoniano “il rapporto intenso, prolifico e unico tra l’artista e la città lagunare”, un legame che ha arricchito reciprocamente l’artista e il tessuto culturale di Venezia.

La Fondazione Musei Civici di Venezia, nel suo messaggio di cordoglio, sottolinea come “Con Fabrizio Plessi scompare un grande protagonista della cultura contemporanea, ma ci lascia una ricerca artistica unica, capace di continuare a interrogare e affascinare, intrecciando memoria e futuro, materia e immagine, natura e tecnologia.” Questa affermazione racchiude l’essenza del suo lascito. La sua arte è un ponte tra la tradizione e l’innovazione, un dialogo costante tra il ricordo delle forme classiche e la proiezione verso nuove espressioni digitali. Le sue opere sfidano la percezione, trasformando la materia in pura immagine luminosa e la natura in un’interfaccia tecnologica, invitando lo spettatore a riflettere sulla complessità del mondo contemporaneo e sul ruolo dell’arte in esso. Plessi ha dimostrato come la tecnologia, lungi dall’essere fredda e impersonale, possa diventare uno strumento per esplorare le profondità dell’emozione umana e la bellezza intrinseca degli elementi naturali.

La sua visione ha aperto nuove strade per l’arte, dimostrando che l’innovazione tecnologica può essere al servizio di una profonda sensibilità poetica. Le sue installazioni, spesso monumentali e site-specific, hanno ridefinito il concetto di spazio espositivo, trasformando piazze, edifici storici e musei in scenari dinamici e interattivi. L’eredità di Plessi non si limita alle sue opere fisiche o digitali, ma si estende alla sua influenza su generazioni di artisti e alla sua capacità di aver reso l’arte contemporanea più accessibile e coinvolgente per un pubblico vasto e diversificato. Ha saputo comunicare messaggi complessi con una chiarezza visiva sorprendente, rendendo l’esperienza estetica un momento di scoperta e meraviglia.

La Fondazione Musei Civici di Venezia ne ricorda con profonda gratitudine la straordinaria presenza e il contributo inestimabile alla cultura. In questo momento di dolore, si stringe con affetto alla famiglia, agli amici, alla città di Venezia e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di condividere il suo percorso umano e artistico. La scomparsa di Fabrizio Plessi lascia un vuoto incolmabile, ma la sua arte, intrisa di bellezza, innovazione e profonda riflessione, continuerà a vivere e a ispirare, perpetuando la sua memoria e il suo spirito visionario.

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