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Addio a Carlo Mazzone, il decano del calcio italiano

Carlo Mazzone, l’allenatore che ha fatto la storia del calcio italiano, è stato salutato ieri ad Ascoli Piceno, la città dove viveva con la sua famiglia e di cui era cittadino onorario.

Tanti i tifosi, le autorità e i personaggi dello sport che hanno partecipato alla cerimonia funebre nella chiesa di San Francesco, dove il feretro di legno chiaro con sopra una corona di rose rosse è stato accolto da un lungo applauso e da cori commoventi. Sulla bara erano state poste le maglie di alcune delle squadre che Mazzone aveva allenato nella sua lunga carriera, tra cui quella del Brescia, con cui aveva vinto la Coppa Intertoto nel 2001.

Mazzone, scomparso all’età di 86 anni, era considerato il decano degli allenatori italiani, con quasi 800 panchine in Serie A e una passione per il calcio mai sopita. Tra le squadre che aveva guidato, spiccavano la Roma, con cui aveva conquistato la Coppa Italia nel 1984 e lo scudetto sfiorato nel 1986, il Cagliari, con cui aveva ottenuto una storica promozione in Serie A nel 1989, e l’Ascoli, con cui aveva esordito nel 1974 e chiuso nel 2005. Mazzone era noto anche per il suo carattere schietto e simpatico, che lo rendeva amato dai tifosi e stimato dai colleghi.

Tra i presenti al funerale, una delegazione del Cagliari, rappresentata dal coordinatore tecnico della Primavera Roberto Muzzi, e vari allenatori tra cui Serse Cosmi, Walter Novellino e Enrico Nicolini. Non sono mancati gli striscioni e i messaggi di cordoglio da parte delle altre squadre che Mazzone aveva allenato o affrontato. Il momento più toccante è stato quando i suoi nipoti Vanessa, Alessio e Iole hanno preso la parola per ricordare nonno Carlo, definendolo un esempio di vita e un maestro di calcio. Il feretro è stato poi portato via tra gli applausi e i cori dei tifosi dell’Ascoli, che hanno voluto rendere omaggio a una leggenda del calcio italiano.

Crediti fotografici: www.agi.it

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