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Zaam Arif debutta a Londra con “Deewaar”: il muro come soglia esistenziale

Personale Zaam Arif Londra

Dal 10 al 25 ottobre 2025, Frieze No.9 Cork Street ospita la prima personale londinese dell’artista pakistano-americano. Curata da Ben Broome, la mostra esplora identità, memoria e confini attraverso 18 oli su tela

LONDRA – Il giovane artista contemporaneo Zaam Arif presenta la sua prima personale londinese, intitolata Deewaar (in hindi, “il muro”), presso Frieze No.9 Cork Street dal 10 al 25 ottobre 2025. Curata da Ben Broome e promossa da Vadehra Art Gallery, la mostra raccoglie 18 dipinti a olio di varie dimensioni, tra ritratti, nature morte e scene d’interni surreali.

Nato a Karachi nel 1999 e oggi residente a Houston, Arif è in gran parte autodidatta, cresciuto artisticamente sotto la guida dei genitori, entrambi pittori. La sua ricerca pittorica si nutre di riferimenti filosofici e letterari, in particolare del pensiero di Albert Camus, con cui condivide una riflessione sull’assurdo e sull’inquietudine dell’esistenza. I suoi personaggi, spesso ispirati a persone reali, sono immersi in ambienti familiari ma stranianti, dove il tempo e la memoria si intrecciano in una narrazione sospesa.

In Deewaar, Arif indaga il concetto di muro come struttura liminale, simbolo di separazione e connessione, interno ed esterno, identità e alterità. Il titolo richiama l’omonimo film Bollywood del 1975, in cui due fratelli percorrono strade opposte – uno criminale, l’altro poliziotto – incarnando tensioni sociali e morali. Per Arif, il muro diventa metafora di confini fisici e concettuali, tra individui, spazi e culture.

Il curatore Ben Broome descrive l’opera centrale della mostra, Deewaar (The Wall), come un ritratto immaginario del fratello dell’artista, diviso tra interno ed esterno. “La sigaretta, l’orecchino, la canottiera sono invenzioni di Arif. Lo spazio interno è incongruo rispetto al paesaggio esterno: una penisola che scivola nel mare calmo. Entrambi lontani dalla realtà suburbana americana in cui sono stati dipinti”.

Tra gli elementi ricorrenti nei lavori di Arif: libri, divani, il mare, oggetti che costruiscono un vocabolario visivo per raccontare ciò che è conoscibile e ciò che resta misterioso. Le sue composizioni, influenzate dai maestri moderni e dal linguaggio cinematografico, evocano un senso di presenza e disconnessione, in bilico tra realtà e finzione.

Arif ha esposto in India, Stati Uniti, Pakistan e Regno Unito, partecipando a collettive presso David Zwirner Platform, Black Wall Street Gallery, Full Circle Gallery, e ricevendo riconoscimenti come il Malamegi Lab Research Grant in Italia. Nel 2021 è stato il più giovane artista pakistano pubblicato su The New Yorker.

La mostra Deewaar è accompagnata da un e-catalogue disponibile su richiesta.Per informazioni: art@vadehraart.com.

Con questa personale, Zaam Arif conferma la sua capacità di trasformare il quotidiano in racconto universale, dove il muro non è solo ostacolo, ma soglia da attraversare.

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