Voci di donna tra musica, solidarietà e libertà: a Venezia la 9ª edizione del festival che unisce jazz e diritti
VENEZIA – Torna per la sua nona edizione Women For Freedom In Jazz, la maratona musicale e solidale che intreccia arte e impegno civile, in programma il 7, 14 e 21 luglio sulla suggestiva terrazza panoramica Top of The Carlton Sky Lounge dell’Hotel Carlton On The Grand Canal. Un festival nato dal desiderio di dare voce, anche attraverso la musica, alle donne che vivono in condizioni di fragilità e discriminazione, sostenendo i progetti umanitari dell’associazione Women for Freedom, a cui sono stati già donati 35.000 euro grazie alle passate edizioni.
Ideata e diretta da Elena Ferrarese, con il prezioso supporto di Paola Cori – proprietaria dell’hotel e da sempre promotrice dell’iniziativa – e quest’anno con la collaborazione dell’Associazione Bacàn, la rassegna 2025 propone tre concerti che attraversano stili, identità e culture, con protagoniste assolute le donne e le loro storie sonore.
Ad aprire il festival lunedì 7 luglio sarà Dòni, trio tutto al femminile (Anna Cavedon, Martina Ghibellini, Silvia Balzarin), con “Voci di donna”, un progetto che omaggia autrici del passato e del presente attraverso una narrazione musicale fatta di vocalità intrecciate, strumenti inusuali e arrangiamenti originali.
Il 14 luglio sarà la volta del duo CU, composto da Valentina Fin (voce, microkorg) e Marco Centasso (contrabbasso, effetti): un viaggio sonoro tra jazz e sperimentazione, dove la voce e il contrabbasso si fondono per omaggiare grandi artiste come Carla Bley e Abbie Lincoln, esplorando i confini tra acustica e tecnologia.
A chiudere la rassegna, lunedì 21 luglio, Sarra Douik, cantautrice tunisina, porterà la sua musica sospesa tra tradizione e contemporaneità, con voce e oud che raccontano un Mediterraneo aperto e in dialogo, tra composizioni originali e sonorità della sua terra.
Tutti i concerti inizieranno alle 20:30, con ingresso libero e consumazione obbligatoria. Durante le serate sarà distribuito materiale informativo sui progetti di Women for Freedom, perché – come sottolinea Davide Parise, co-fondatore dell’associazione – “la cultura del rispetto e la sensibilizzazione sono strumenti fondamentali quanto l’intervento nelle emergenze. Anche la musica può cambiare il mondo, nota dopo nota.”
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