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Visite guidate serali tematiche a Treviso


Uno sguardo diverso ed approfondito sulla nostra città

Ieri sera nei pressi della Porta San Tommaso circa 50 persone si sono ritrovate alle 20,15 per partecipare ad una visita guidata organizzata dall’Arci, con la preziosa Alessandra Iannacci, guida turistica dal 2017, con un’esperienza consolidata nei territori del Nord Est , nonché in didattica museale e laboratoriale e con numerosi articoli e pubblicazioni.

Il tema della serata era Treviso tra Settecento e Ottocento, con degli excursus intorno agli anni ‘30 dell’Ottocento. Dopo la doverosa introduzione storica il gruppo è uscito da Porta San Tomaso.

E qui appoggiati alle pietre roventi dei parapetti, abbiamo seguito la spiegazione di Alessandra in merito alla rimozione dei leoni di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia, con l’arrivo dei francesi prima e degli austriaci poi, non solo nella porta più importante della città, ma anche in altri luoghi significativi della nostra città. Solo che qui è stato ripristinato nel tempo, in altri luoghi, come Porta Altinia rimane lo scempio della rimozione.

La nostra guida ci ha poi spiegato come molti progetti erano stati pensati fuori dalle mura in questa zona, ma che non sono stati mai realizzati, tranne il viale alberato in Via Vittorio Veneto. Altra eredità del periodo la Pontebbana, quella via che serviva alle truppe per andare verso nord.

Rientrati nella porta, Alessandra ci ha spiegato come quella zona sia divenuto il quartiere che ospitava la fiera, in quanto Prato fiera era utilizzato dalle truppe per le esercitazioni militari e come tutto il quartiere sia stato rivoluzionato da questa nuova vocazione. Persino una chiesa, quella della Madonnetta, che si trovava lungo la strada di Borgo Cavalli, in prossimità della Piazza del Grano, venne abbattuta.

Quello che noi ancor oggi chiamiamo così, in realtà lo era proprio, ed addirittura in un’occasione di una visita illustre, è stata costruito un edificio effimero, cioè rimovibi, per esporre i prodotti tipici e di eccellenza trevigiana.

Un altro focus è stato fatto sull’abside di Santa Caterina.

E lì e stata l’occasione per ricordare come la soppressione degli ordini monastici fosse iniziato già con la Repubblica di Venezia nel 1775, sopprimendo quegli ordini con meno di 10 religiosi, ed incamerandone i beni come nel caso dei Servi di Maria, il cui convento era appunto a Santa Caterina, che poi svuotato dalle sue funzioni religiose è stato utilizzato in più e più modi, fino a diventare il polo museale che è oggi.

Un’altra sosta è stata fatta di fronte a quell’edificio che i trevigiani chiamano ancora le Poste , vecchie all’incrocio di via San’Agostino con via San Leonardo. Qui la nostra guida ci ha fatto notare gli aspetti architettonici tipici del periodo per poi far concentrare la nostra attenzione su un edificio viciniore, con una splendida terrazza ovale e con una scritta dorata, riferita al fatto che questo edificio ne sostituiva uno in stile gotico.

Sempre nella stessa via c’è un palazzo, che in realtà era nato come hotel, l’Imperiale, che ha ospitato un episodio storico immortalato anche in un dipinto di Rosa Bortolan, che appartiene alla Fondazione Cassamarca, riferito all’evento in cui si incontrarono il 2 maggio 1797 il Provveditore Angelo Giustinian Recanati e il giovane Napoleone, durante la resa della città. Nel sottoportico del palazzo vi è una lapide che ricorda l’evento.

La passeggiata è poi proseguita in Piazza dei Signori, dove Alessandra ci ha mostrato una serie di riproduzioni di come quell’area era in quell’epoca, in particolare la zona delle Beccherie per poi concludere la nostra visita in piazza Pola, dove ci ha parlato dell’edificio che c’era al posto di quello dell’ex Banca d’Italia. Solo a parole, perché il gruppo pur non avendo avuto nessuna defezione nonostante il gran caldo, ci ha accennato a Piazza Duomo, al pronao della cattedrale e al palazzo di fronte che un tempo era il tribunale con le annesse prigioni, oggi trasformate nella splendida location espositiva delle Gallerie delle Prigioni.

Questa era l’ultima di una serie di visite guidate pensate per le sere d’estate con Alessandra Iannacci e l’Arci. Le precedenti erano dedicate all’Umanesimo e Rinascimento a Treviso e Treviso al femminile.

Il primo itinerario ha permesso ai partecipanti di immergersi nell’atmosfera rinascimentale, rievocando la vita quotidiana della città di Treviso tra Quattrocento e Cinquecento. In un suggestivo percorso tra portici, chiese e palazzi, sono state raccontate le trasformazioni della città, la vita quotidiana degli umili e dei potenti, il lavoro e il divertimento, l’arte e la cultura di un periodo segnato da grandi trasformazioni politiche, sociali e urbanistiche.

Il secondo percorso è stato dedicato alla scoperta della vita delle donne a Treviso tra Medioevo e Ottocento attraverso gli affreschi che ricordano la grande stagione della poesia trobadorica e cortese in città, i luoghi legati alla memoria di donne celebri come Cunizza da Romano, Gaia da Camino, Francesca Petrarca, Antonia Tempesta, Laura da Pola, gli spazi riservati alle feste, ai mercati e alle attività delle donne di rango, delle popolane e delle religiose.

Ma altri quattro appuntamenti sono previsti da fine agosto: il 29 a Venezia per scoprire i segreti della chiesa Madonna dell’Orto. Il 2 settembre ci sarà una visita guidata serale a Treviso dedicata a Città Giardino. Si proseguirà poi il 9 settembre, sempre alle 20,30, con il titolo Guerra, Resistenza e Liberazione a Treviso. Infine l’ultimo dei prossimi appuntamenti sarà ancora a Venezia per visitare la Basilica dei Frari.

Come si può vedere sono proposti molti argomenti stimolanti e soprattutto con la garanzia di essere trattati con competenza e professionalità da Alessandra Iannacci. Un’occasione da non perdere per saperne qualcosa di più sulla nostra città e su Venezia.

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