La vendemmia 2026 nel Veneto Est si preannuncia con un inizio anticipato, già a ridosso di Ferragosto, a causa delle temperature elevate registrate nei mesi precedenti. L’annuncio è stato dato durante il tradizionale incontro pre-vendemmiale del Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est, un appuntamento cruciale per il settore, che ha riunito i principali attori del comparto vinicolo regionale per discutere le prospettive e le sfide future
PADOVA. L’incontro, presieduto da Settimo Pizzolato, si è tenuto a Palazzo Giacomelli a Treviso, vedendo la partecipazione dei Presidenti dei tre Consorzi del Prosecco: Giancarlo Guidolin per il Prosecco Doc, Franco Adami per il Conegliano – Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e Michele Noal per l’Asolo-Montello. La discussione ha evidenziato un quadro complessivamente positivo per l’annata, nonostante le crescenti preoccupazioni legate ai cambiamenti climatici e alle dinamiche di mercato.
Tra gli illustri relatori, Gabriele Castelli, Direttore di Federvini, ha fornito aggiornamenti sulle normative europee, mentre Patrick Marcuzzo, tecnologo del CREA Viticoltura ed Enologia di Conegliano, ha offerto approfondimenti tecnici. Il Professor Carlo Duso, Ordinario di Entomologia agraria all’Università di Padova, ha focalizzato l’attenzione sulle strategie di lotta integrata, e Michele Zanardo, Presidente del Comitato vini Dop e IGP presso il Ministero dell’Agricoltura, ha illustrato le direttive sui prodotti vinicoli.
Il Presidente Settimo Pizzolato ha espresso un cauto ottimismo, dichiarando: \”L’inizio della vendemmia negli ultimi anni si è progressivamente spostato al mese di agosto anche nel nostro territorio. Quest’anno l’annata è stata nel complesso favorevole, senza grandi danni per le gelate primaverili, che sarebbero state particolarmente rischiose visto il precoce germogliamento, e per attacchi di peronospera e flavescenza dorata, da tenere comunque sempre sotto controllo. Le uve sono belle e avremo forse una resa inferiore ma comunque adeguata alle previsioni di vendita. Se guardiamo al solo Prosecco, abbiamo la fortuna di avere il vino, forse l’unico, che non risente del calo dei consumi che invece colpisce molti altri prodotti in Italia e nel mondo.\” Questa affermazione sottolinea la resilienza del Prosecco in un contesto di mercato difficile, un segnale incoraggiante per l’intero settore.
Nonostante l’annata sia stata definita ‘tranquilla’ sul fronte produttivo, le trasformazioni climatiche e le evoluzioni dei consumi impongono una riflessione proattiva e la ricerca di nuove soluzioni. Il Professor Carlo Duso ha evidenziato l’urgenza di adottare strategie di lotta integrata contro insetti e parassiti della vite, un tema reso ancora più attuale dall’arrivo di numerose specie ‘aliene’ provenienti dall’Asia, come la temuta Popillia Japonica, e da Africa e America. Questi fenomeni sono dirette conseguenze del riscaldamento globale, che incide non solo sulle temperature estive ma anche su quelle invernali, creando condizioni favorevoli alla proliferazione di nuove minacce. Duso ha inoltre menzionato: \”Vi è una minaccia, che speriamo di essere riusciti a debellare, anche di Xylella Fastidiosa, come pure, se non staremo vigili, di una recrudescenza della flavescenza dorata. Ci troviamo anche con sempre meno prodotti fitosanitari, che vengono via via vietati, e dobbiamo trovare alternative per la lotta integrata. E per un modello sostenibile di agricoltura un’opportunità arriva dall’apicoltura come stiamo sperimentando in un vigneto di prosecco a Colle Umberto.\” Questo approccio innovativo, che vede l’apicoltura come alleato nella difesa dei vigneti, rappresenta un esempio concreto di agricoltura sostenibile.
Gabriele Castelli di Federvini ha aggiornato i presenti sulle recenti normative europee, che avranno un impatto significativo sul settore. Tra le novità, l’introduzione di un codice QR obbligatorio su ogni etichetta, che dovrà fornire informazioni dettagliate su valori nutrizionali, ingredienti ed etichetta ambientale. Sono state discusse anche le disposizioni sull’enoturismo, volte a promuovere il turismo legato al vino, e la necessità di un’etichetta unica per le esportazioni in Unione Europea e Gran Bretagna, superando le complessità post-Brexit. Un altro punto focale è stato l’adeguamento alle norme sui vini a basso o nullo contenuto alcolico (low alcool e no alcool), un segmento di mercato in crescita. Michele Zanardo ha approfondito quest’ultimo aspetto, distinguendo tra le diverse possibilità previste per i vini Dop e Igt, inclusi fermi, frizzanti, spumanti o mosti parzialmente fermentati, evidenziando la flessibilità e le opportunità offerte da queste nuove categorie.
La sessione finale ha visto l’intervento dei Presidenti delle Denominazioni, che hanno condiviso una visione comune sull’importanza di monitorare attentamente l’andamento dei consumi e dei prezzi, con un occhio di riguardo al valore intrinseco del prodotto. Franco Adami ha sottolineato la necessità di riconoscere e valorizzare la viticoltura ‘eroica’ delle Rive, le cui pendenze estreme e la bellezza paesaggistica le hanno rese patrimonio Unesco e le più ‘fotografate’, ma che comportano anche i costi di produzione più elevati. Questo riconoscimento è fondamentale per sostenere i produttori che operano in condizioni particolarmente difficili.
In chiusura, il Presidente Settimo Pizzolato ha lanciato un appello alla collaborazione e all’azione integrata sui mercati, a tutti i livelli: locale, regionale, nazionale ed europeo. \”Le sfide che abbiamo di fronte sono numerose e tutte difficili, ma gli imprenditori vinicoli del territorio, espressione del maggior polo produttivo italiano, si dimostrano attenti all’innovazione, pur senza tradire il prodotto. Abbiamo la fortuna di avere la Denominazione di maggior successo, il Prosecco, di cui dobbiamo tutelare il valore e garantire la continuità senza dare nulla per scontato. La sua tenuta in Italia come all’estero, in un momento di crisi per molti vini, è un segnale incoraggiante che ci porta a guardare con fiducia anche a questa vendemmia ormai imminente.\” Questo messaggio finale rafforza l’idea di un settore dinamico e consapevole delle proprie responsabilità, pronto ad affrontare il futuro con innovazione e unità, preservando al contempo l’eccellenza del prodotto.
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