Lo “schedario delle presenze” delle opere di scultura a Treviso
Il 10 dicembre presso l’auditorium della Fondazione Benetton a Treviso c’è stata la presentazione di un libro molto interessante, “Vagolando” di Renzo Secco.
Una passeggiata tematica per la città di Treviso
Il titolo non svela del tutto lo scopo dell’autore. In realtà si tratta di una passeggiata tematica a Treviso, per censire, in modo originale i monumenti della nostra città: storici, moderni e di street art.
L’idea era quella di raccontare la storia dei monumenti ed di alcune loro peculiarità, andando a cercare anche quelli più nascosti.
Lo spunto di questa produzione è venuta all’autore nel 2012, quando l’artista Romano Abate, un’artista di grande valore, gli ha inviato una specie di questionario per sapere da amici, artisti, professionisti di settori culturali e di impresa, o da semplici cittadini, un’opinione su quelli che lui aveva chiamato “I doni”, ossia quelle opere di scultura che in diversi punti della città continuano ad occupare il suolo pubblico cittadino.
L’idea provocatoria dell’artista era quella di ritirare le opere donate e conservarle in un museo dei Doni, per poter lasciare libero lo spazio pubblico ad altre creazioni artistiche.
Questa posizione di Abate era supportata anche da un altro artista trevigiano, Paolo Del Giudice, che, presentando una sua opera, affermava: “Un artista può pensare di poter esporre pubblicamente le proprie opere dopo averne fatte e distrutte almeno cinquecento o mille”.
Lo schedario delle presenze
All’autore allora ha pensato di scrivere una specie di “schedario delle presenze” delle opere disseminate lungo i percorsi che si possono incontrare passeggiando, senza dare giudizi sulla valenza artistica dei “Doni” esposti nella città.
Per essere più precisi le opere sono di carattere militare, come quelli dei vari tipi di armi; di tipo storico come quello del re Sciaboletta o del re dei due mondi; di tipo letterario, come quello al Sommo Dante ; di tipo religioso, come quello di San Francesco.
Una parte rilevante è dedicata alle sculture metalliche, in particolare a quelle di grandi dimensioni dei Benetton, o quelle in rete metalliche, come quelle di Mario Martinelli.
Una sezione a parte è dedicata ad Antropica, ossia la carrellata di murales, che possiamo vedere lungo la passeggiata verde della nostra città, la Restera, citando i nomi degli autori.
Gli intermezzi urbani
Sono citati inoltre gli Intermezzi Urbani, il progetto degli studenti del Liceo Artistico di Treviso, che consiste nell’intervenire sulle recinzioni dei cantieri attivi a Treviso, attraverso opere di riqualificazione estetica e comunicativa , che creino occasioni ed opportunità di riflessione sugli spazi urbani.
Anche i park urbani, come quello di Fra’ Giocondo. possono diventare spazi per ospitare opere di street artist famosi ed è citato pure lo Spazio Giovani, dove questo genere di arte può trovare
Concludo citando un breve profilo dell’autore, per comprender meglio come questo argomento abbia potuto destare il suo interesse.
Renzo Secco, imprenditore e viaggiatore, amante della montagna, ha già pubblicato altri libri, in particolare degno di nota è quello sulla chiesa di San Gregorio Magno a Treviso.
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