Migliaia di bambini e ragazzi furono internati nei campi di sterminio nazisti. Furono separati con la forza dai loro genitori e viaggiarono su carri addetti al trasporto di merci e bestiame, stipati senza cibo né acqua a sufficienza
ITALIA – Il loro numero è immenso. Nessuno li ha mai contati. Molti furono uccisi immediatamente. Altri subirono esperimenti dai quali non sopravvissero. Chi rimase in vita fu ritrovato malnutrito, traumatizzato, confuso. Quelli che si dispersero nelle campagne cercarono di organizzarsi in bande di disperati e malfattori, incapaci di reintegrarsi in una società che anch’essa portava i segni della devastazione.
Lo psichiatra e filosofo tedesco Karl Jaspers, nel suo trattato di psicopatologia, descrisse lo stato patologico di questi sbandati dediti a condotte devianti, frutto della perdita totale di riferimenti affettivi, morali e sociali.
Quando questi bambini e adolescenti furono infine soccorsi, solo alcuni poterono rientrare nelle loro case e ritrovare ciò che restava delle loro famiglie. I più necessitavano di assistenza e di cure profonde, non solo fisiche ma anche psicologiche e cognitive.
Ecco che Reuven Feuerstein, psicologo e pedagogista di origine romena, si dedicò con straordinaria sensibilità e impegno alla riabilitazione di questi giovani sopravvissuti. Egli comprese che il trauma non aveva distrutto in loro la capacità di apprendere, ma l’aveva soltanto oscurata. Attraverso il suo metodo di educazione cognitiva, basato sulla Modificabilità Cognitiva Strutturale e sull’Apprendimento Mediato, Feuerstein dimostrò che ogni essere umano, anche dopo le esperienze più disumane, può ritrovare la propria dignità, la capacità di pensare, di comprendere e di crescere.
Feuerstein (1921-2014) ideò un metodo di recupero neuro-cognitivo e comportamentale che tutt’oggi trova applicazione nei bambini affetti da autismo e in altri disturbi dell’età evolutiva. Il Metodo Feuerstein si fonda sul concetto, approfondito negli anni Sessanta, della neuroplasticità delle strutture cerebrali: la possibilità, cioè, che il cervello possa modificarsi e rigenerarsi attraverso l’esperienza e l’apprendimento.
Feuerstein dimostrò come le strutture mentali possano essere favorevolmente influenzate da un apprendimento mediato dall’affetto e dalla relazione umana. La mente, infatti, è in grado di modificare strutturalmente la materia cerebrale, plasmandola in forma adattativa. Nulla è perduto. Si tratta di potenziare l’organo-mente e aiutarlo a sviluppare tutte le sue straordinarie potenzialità.
Feuerstein e il suo metodo rappresentano uno dei numerosi e straordinari contributi che Israele ha donato e continua a donare all’umanità. Anche da un deserto può nascere la vita. Grazie a uomini di buona volontà.
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