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Un capolavoro ritrovato

L’opera “Le Tentazioni di Cristo”, presso il refettorio del Seminario di Treviso, restaurata grazie ad una donazione anonima

TREVISO. Le “Tentazioni di Cristo”, presso il refettorio del Seminario di Treviso, restaurata grazie ad una donazione anonima. L’opera sarebbe attribuita a Domenico Capriolo.

Il giorno 10 ottobre, presso il refettorio del Seminario di Treviso, alle ore 18, si è tenuta nel  l’inaugurazione dell’affresco restaurato, grazie ad un donatore anonimo, di Domenico Capriolo, che rappresenta le “Tentazioni di Cristo”.

In particolare, in primo piano, è descritto il momento in cui il diavolo, con una rappresentazione iconografica anomala, gli porge le pietre da trasformare in pane. Ma lui risponde “Non di solo pane vive l’uomo.”

Silentium

Ed è proprio per questo che questo affresco è particolarmente adatto all’ambiente in cui è collocato.

Di fronte, sopra l’ingresso del refettorio, vi è una grande scritta affrescata “Silentium”, perché era proprio questo che avveniva duranti i pasti dei frati domenicani lì ospitati: ascoltavano in silenzio la Parola che, dal piccolo pulpito, veniva letta durante la consumazione dei pasti.

L’affresco non faceva altro che sottolineare quindi l’importanza della vita spirituale rispetto quella carnale. In particolare il tipo di iconografia del Diavolo, con dei pennacchi sul capo e con degli animaletti che gli spuntano dalle varie parti del corpo, colpisce per la sua originalità.

Il restauro

Il magistrale restauro, che è stato effettuato dalla restauratrice Benedetta Lopez Bani, ha tolto la patina di grasso che si era depositata nei secoli e ha ridato la coloritura originale alle varie parti dell’affresco. Proprio dalla chiarezza della lettura degli elementi e degli stili, Don Paolo Barbisan,  direttore dell’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi di Treviso, ha ipotizzato che l’autore potrebbe proprio essere Domenico Capriolo, di cui abbiamo una splendida decorazione sulla facciata della Casa Robegan, per l’affinità dei soggetti ed in particolare per la somiglianza dei due armigeri rappresentati ai lati della costruzione architettonica, che incornicia la scena principale delle tentazioni.

Altri particolari vanno evidenziati nel dipinto: i due personaggi, sopra l’affresco ritratti all’interno di due cornici circolari e le tre  testine , inserite nelle due colonne, nonché i vari animaletti sparsi nel dipinto, che potrebbero avere anche dei significati simbolici.

L’autore

Ma un accenno particolare  va fatto anche sull’autore: Domenico Capriolo nacque a Venezia nel 1494 e  morì, assassinato dal padrigno con una archibugiata, nel 1528, perché questi  rivoleva la dote di Camilla, sua sposa, figlia del pittore trevisano Pier Maria Pennacchi, di cui fu allievo.

Il suo stile è influenzato sia dal Pordenone che dal Giorgionismo, ma  ciò che ci interessa particolarmente è che  le sue opere siano in dei musei internazionali  come Dresda e Londra.

Questo ci dà perciò  il senso del loro valore artistico. 

Anche noi però ne possediamo degli esempi nel nostro territorio:  l’Assunta di Noale , la Natività di casa Giovannelli a Venezia, l’Assunta del Duomo di Treviso. In particolare quest’ultima opere necessita di un poderoso restauro, che speriamo avvenga grazie alla donazione di privati, anonimi e non.

Il valore di questo opera ritrovata è rilevante per questa città, perché è viciniore a uno dei nostri gioielli artistici, la Sala del Capitolo dei domenicani, dove è presente la prima rappresentazione di uomo che indossa degli occhiali e quindi ci inserisce ancor più nel contesto in cui queste opere sono state pensate.

Infine, last but not least, come dicono gli Inglesi, ci ricorda come la disponibilità economica e la lungimiranza  di un privato possano permettere a noi tutti di fruire della bellezza delle nostre opere d’arte.

Chissà che questo possa essere d’esempio e di ispirazione per noi tutti , ma anche e soprattutto per chi può sostenere queste pregevoli iniziative.

Antonella Moretti

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