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Tunisia: un paese tutto da scoprire

Karouan


Non solo deserto, ma tanti altri paesaggi

Se la nostra idea di Tunisia sia legata al deserto, non ci sbagliamo, ma certamente c’è molto di più. Infatti se arrivati all’aeroporto di Tunisi, si può vedere già uno scalo internazionale, se si inizia a visitare la città si possono visitare Musei unici al mondo , come quello del Bardo, un museo archeologico, che contiene, fra le altre, la più ricca collezione di mosaici romani del mondo, tutti in perfetto stato di conservazione.

Situato nella fastosa residenza del bey (ossia un titolo turco-ottomano, anticamente attribuito ai leader di piccoli-medi gruppi di tribù) del XIX secolo, circondata da un grande giardino ricco di essenze  locali, si sviluppa su tre piani ed è caratterizzato da una particolare luminosità naturale che esalta i reperti esposti.

Oppure passeggiare lungo il viale principale del centro di Tunisi è l‘Avenue Habib Bourguiba. Spesso paragonato agli Champs-Élysées parigini per via della sua ampiezza e dei numerosi caffè con tavolini all’aperto, questo viale alberato lungo circa 1,5 km è considerato la spina dorsale della città moderna.

Ma se visita la capitale della Tunisia non si può non visitare la sua Medina, che è la parte più antica di Tunisi. Dal 1979 è un Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Nella Medina si trovano circa 700 monumenti, come diversi palazzi e moschee, tra le quali alcune non più esistenti. Un labirinto di vicoli stretti in mezzo ai quali si trovano vari souk, minareti, porte colorate, antiche inferriate, passaggi coperti, sale da tè, scuole coraniche, bagni turchi e minuscoli panifici.

Ma in Tunisia si può visitare anche la mitica città di Cartagine, o meglio i suoi resti archeologici, che fu fondata nell’814 a.C., secondo la tradizione da Elissa (Didone). Per la sua posizione favorevole (tra il lago di Tunisi e il mare), si spinse subito sulla via dei traffici e della colonizzazione (7° sec. a.C.) e divenne presto la più importante città fenicia. Conosciuta come potenza marittima, commerciale e militare Cartagine si era spinta fino alle isole italiche. Per conflitti commerciali, Cartagine è giunta alla guerra con i romani, tanto da essere distrutta o meglio rasa al suolo, evento ricordato dalla celebre locuzione latina “Delenda Carthago” (più correttamente Carthago delenda est) che significa “Cartagine deve essere distrutta”.

Ma poiché in Tunisia c’è la quarta città più importante dell’Islam, Kairouan, è possibile visitare la grande moschea, costruita con tantissime colonne e capitelli corinzi recuperati dall’antica Cartagine ed è affiancata dal più antico minareto del Nord Africa. Vi è poco distante la Moschea del Barbiere ed il seicentesco pozzo sacro Bir Barbutta.

Proseguendo nel nostro itinerario raggiungiamo El Jem, dove troviamo l’anfiteatro dell’antica città romana di Thysdrus, costruito circa 200 anni dopo Cristo, il terzo per grandezza del mondo romano e il più grande dell’Africa, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Ma non mancano le chicche, come la piccola città berbera di Matmata, dove gli abitanti sono stati costretti per il clima torrido a scavare le proprie abitazioni sottoterra.

Un’altra sorpresa la riserva la città di Dous, considerata la porta del Deserto e da dove partono sia le escursioni con i dromedari che con i fuori strada. In particolare le mete di quest’ultime raggiungono anche quei luoghi dove sono stati girati i film di Indiana Jones, come Chebika, Tamerza e Mides.

Si arriva poi alla più grande oasi dell’Africa, quella di Tozeur, chiamata la città delle gocce di luce, perché conta un numero incredibile di palme da datteri. E’ visitabile con il calesse e questo la rende ancor più romantica, oltre a ricordarci la famosa canzone di Alice e Franco Battiato, I treni di Tozeur.

Ma a completare la varietà di paesaggi abbiamo anche il famoso Chott el Jerid, un’ immensa distesa pianeggiante di laghi salati, che durante i periodi caldi per effetto dell’evaporazione si trasformano in distese di cristalli di sale.

Ancora la Tunisia ci sa stupire quando si arriva ad Aïn Draham, che sorge ad un’altitudine di 800 m sulle pendici del Djebel Bir, nei monti della Crumiria, e quindi è verde come le nostre colline. Questa regione è la più umida della Tunisia, con il record nazionale di precipitazioni di 1.534 mm all’anno. Il nome significa “sorgente d’argento”, evocando le sorgenti calde solforose già utilizzate dai Romani nell’antichità, come testimoniano alcune vestigia di terme presenti. Durante il periodo del protettorato francese , tra il 1881 e il 1956, Aïn Draham è stata una località di villeggiatura.

Come si può evincere da questa carrellata di località tunisine, si può capire che il nostro pregiudizio nei suoi confronti è errato e che andarla a visitare personalmente può definitamente scardinarlo. La Tunisia perciò ci saprà senz’altro stupire.

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