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Treviso riscopre Giulio Tirindelli con “Il salotto della domenica”

Tirindelli Treviso

Il 5 ottobre a Piazza Pola l’omaggio al compositore coneglianese: conferenza, musica e inediti grazie all’Associazione Manzato

TREVISO – Sarà dedicato a Giulio Tirindelli (Conegliano, 1860 – Treviso, 1952), compositore, pianista e direttore d’orchestra, il primo appuntamento autunnale de “Il salotto della domenica – parole e musica”, la rassegna organizzata dall’Associazione musicale Francesco Manzato. L’incontro si terrà domenica 5 ottobre alle ore 10 nella sede di Piazza Pola, con ingresso libero.

La conferenza, introdotta dallo storico dell’arte Eugenio Manzato e affidata al musicologo Giuliano Simionato, sarà arricchita dalle esecuzioni di pagine inedite di Tirindelli, trascritte dal ricercatore Carlo Steno Rossi e interpretate dai docenti della scuola di musica Manzato. Un’occasione per riportare alla luce una produzione vasta e in gran parte mai eseguita in pubblico.

Figura di spicco della vita musicale trevigiana tra Ottocento e Novecento, Tirindelli studiò al Conservatorio di Milano e al Liceo “Marcello” di Venezia. A soli 17 anni compose l’opera comica Elda, rappresentata a Conegliano nel 1877, e poco più che ventenne fu nominato direttore della Banda di Treviso, che portò a livelli di eccellenza. Pianista, concertista e critico musicale, diresse stagioni liriche cittadine e insegnò all’Istituto magistrale e all’Istituto musicale Manzato, di cui divenne direttore.

Amico di Mascagni e Puccini, stimato da Boito, Ponchielli, Franchetti e Toscanini, lasciò una produzione che spazia da sinfonie e romanze a opere liriche mai rappresentate, fino a brani cameristici e sinfonici di grande raffinatezza. Tra i suoi allievi figurano musicisti come Sante Zanon, Ireneo Fuser, Angelo Ephrikian e Bruno Pasut.

«Giunto a Treviso ventenne, Tirindelli rinnovò il gusto delle esecuzioni bandistiche con trascrizioni sinfoniche di respiro wagneriano, conquistando un primato indiscusso – ricorda Simionato –. La sua figura direttoriale segnò le stagioni liriche cittadine e di altri teatri, ma scelse sempre di restare legato alla sua città».

Con questo omaggio, il “Salotto della domenica” restituisce alla memoria collettiva un protagonista della cultura musicale veneta, offrendo al pubblico l’opportunità di ascoltare per la prima volta alcune delle sue composizioni rimaste a lungo nell’ombra.

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