Il gioco di prestigio del capitano ha origini lontane, da Chiarugi a Palanca, passando per l’educazione dei piedi di David Beckham, Thierry Henry, Diego Armando Maradona e Roberto Baggio
Il Treviso calcio che sale a 34 punti in 13 giornate, a + 6 di vantaggio sul Cjarlins Muzane sembra matematica spiccia ma contiene dedizione, progettualità e serietà d’intenti. Al Tenni, con il freddo che ha accompagnato quasi 1.400 spettatori, l’undici di mister Gorini parte subito con un palo di Gucher, che si ripete al 17° con un gran fendente da fuori che battezza la traversa complice una traiettoria imprevedibile. Brigati al 32° e Serena al tramonto della prima frazione mandano messaggi minacciosi al portiere dell’Unione La Rocca Altavilla, quasi un prologo per ottenere vittorie, con quella pazienza che è diventata prerogativa dei Blu. Poi quando la ripresa si innesca ecco la svolta, al minuto 57 arriva il cartellino rosso per Garbin reo di aver steso Artioli al limite dell’area. Il resto diventa narrativa per Mister Gorini, ineccepibilmente interpretata con l’inserimento di Fedato e Petrovic, con la trazione offensiva che diventa fresca e volitiva. Il minuto che diventa decisivo per lo score è il 77°, quando dalla bandierina Gucher tratteggia una parabola che ha un indirizzo preciso, il primo palo della porta avversaria, con il portiere sorpreso che capitola. Non serve altro, se non scomodare giocate prestigiose, con il Treviso che da oggi pensa alla prossima. La trasferta di Conegliano attende la capolista per un match che si preannuncia avvincente.
@FOTOSTAMPA
Mauro Lama
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