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Treviso apre i suoi tesori nascosti con “Monumenti Aperti”

Il 18 e 19 ottobre visite guidate gratuite al complesso dell’ex Convento di Santa Chiara, oggi sede del Liceo Artistico: studenti e volontari accompagnano il pubblico alla scoperta della storia e dell’arte

TREVISO – Per la prima volta il capoluogo della Marca ospita “Monumenti Aperti”, una delle più importanti manifestazioni nazionali dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale “nascosto”. L’appuntamento è per sabato 18 e domenica 19 ottobre, con visite guidate gratuite al complesso dell’ex Convento di Santa Chiara, oggi sede del Liceo Artistico.

L’iniziativa, promossa da Imago Mundi OdV con la collaborazione di Acli Veneto e Acli Treviso, rientra nella 29ª edizione nazionale della manifestazione, che quest’anno coinvolge 19 regioni, 89 comuni e 800 monumenti. A Treviso, il progetto è organizzato con il patrocinio di Provincia e Comune e vedrà protagonisti gli studenti del Liceo Artistico, impegnati come guide insieme ai volontari delle Acli.

Le visite, con accesso libero e gratuito, si terranno dalle 15 alle 18 in entrambe le giornate, per gruppi di massimo 15 persone. Il percorso si snoderà tra aule e ambienti interni ed esterni dell’ex convento, per concludersi alla Galleria dell’Artistico di via Carlo Alberto, dove sarà esposta una selezione della collezione permanente di arte contemporanea dell’istituto. In mostra opere di grandi nomi dell’Arte Povera come Gilberto Zorio e Pier Paolo Calzolari, della Pop Art italiana come Concetto Pozzati, e lavori di Alberto Biasi, Mauro Staccioli, Carmelo Zotti, Omar Galliani, Alberto Abate, oltre a scultori veneti e artisti trevigiani come Renato Nisi, Mario Guadagnino, Vittorio Michielon e Paolo Del Giudice.

Il tema dell’edizione 2025, “Dove tutto è possibile”, invita a guardare con occhi nuovi il patrimonio culturale, creando connessioni tra passato e futuro. Un messaggio che trova piena espressione a Treviso, dove la storia dell’ex convento – dalle origini cinquecentesche alle trasformazioni ottocentesche, fino al restauro firmato da Luciano Gemin negli anni Settanta – si intreccia con la vita culturale e didattica della città.

Con 50 studenti, 20 docenti e 30 volontari coinvolti, “Monumenti Aperti” diventa così un’occasione di crescita e partecipazione intergenerazionale, trasformando i cittadini in turisti della propria città e restituendo valore a un luogo simbolo della memoria storica trevigiana.

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