Non lo ferma più nessuno: Thomas Ceccon si presenta in vasca poco dopo aver dominato la propria semifinale nei 100 dorso. Ed è non solo record italiano (22.68), ma anche e soprattutto la prima medaglia d’oro italiana in assoluto in questa specialità. Federnuoto: “Ceccon riscrive la storia anche perché mai nessun italiano aveva trionfato in due campionati mondiali e in altrettanti stili differenti”.
FUKUOKA – Una forza della natura. Un atleta capace – in soli ventinove minuti – di primeggiare sia nella semifinale dei 100 dorso sia nella finale dei 50 farfalla. La prima medaglia d’oro mondiale di specialità per l’Italia.
“Thomas Ceccon è un fenomeno vero – commenta Federnuoto – non definitelo solo talento che si arrabbia, perché senza allenamento, curiosità, volontà di allenare capacità e sofferenza non arriverebbe alcun risultato”.
Ceccon si prende una medaglia mai vista nella farfalla mondiale. Un oro arrivato “con disarmante facilità“.
Il 21enne di Schio – tesserato per Fiamme Oro e Leosport – trionfa con il record italiano in 22”68, con una progressione fantastica dopo i trentacinque metri, che migliora il 22”79 siglato lo scorso anno in semifinale a Budapest quando poi fu quinto. Bruciata la concorrenza: col portoghese Diogo Matos Ribeiro argento in 22”80 e il francese Maxime Grousset che in 22”82 conferma il bronzo della precedente edizione.
“Sono contentissimo – commenta Thomas Ceccon, allenato da Alberto Burlina al Centro Federale “Alberto Castagnetti” dove Federica Pellegrini ha costruito tutti i suoi successi. – Forse desidero più questa medaglia che quella nei 100 dorso che martedì proverò a conquistare. Sapevo di valere questo tempo, ma non mi aspettavo di riuscire ad andare così forte. Ho disputato una gara fantastica. Grazie anche ai fisioterapisti che mi hanno trattato nel periodo che è trascorso dopo i 100 dorso. Sono meno stanco adesso di prima. Il titolo è il titolo, come ho già detto dopo l’argento con la staffetta 4×100 stile libero“.
Con questa vittoria, Thomas Ceccon diventa il quarto nuotatore italiano a salire almeno cinque volte sul podio mondiale in vasca lunga, eguagliando Massimiliano Rosolino; davanti a lui Gregorio Paltrinieri (8) e Federica Pellegrini (11), ma “con il tempo e le qualità per auspicarne il sorpasso“.
Per l’Italia è il 24esimo oro mondiale della storia. “Preferivo la medaglia di Budapest – scherza ma non troppo, da vero guascone – era più grande e pesava anche di più. Davvero una grande gioia e soddisfazione. Pensavo che se non sperimento più gare adesso che ho 22 anni non lo farò più. Stasera mi sono quasi commosso quando mi ha scritto mia mamma; gareggio anche per la mia famiglia, non voglio deluderla. Domani c’è la mia gara, ho grandi ambizioni, ma stasera voglio godermi ancora 50 farfalla, una gara che non so quante altre volte disputerò”.
Ceccon è un ragazzo molto riservato e poco social. A otto anni è stato avviato alla pratica natatoria dai genitori Gioia e Loris, sulle orme del fratello maggiore Efrem. Dal settembre 2017 si trasferisce a Verona, insieme al tecnico Alberto Burlina e inizia ad allenarsi al Centro Federale “Alberto Castagnetti”. Considerato a ragione il prospetto più poliedrico del nuoto italiano, dotato di talentuosa acquaticità, aspira a diventare performante in molteplici specialità “anche perché cerco sempre nuovi obiettivi e aiuta a rompere la monotonia”. Nel frattempo, nel 2020, si è diplomato al liceo sportivo.
I complimenti di Luca Zaia
“Thomas Ceccon, ancora lui, ancora oro mondiale a Fukuoka dopo quello di Budapest 2022 nei 100 dorso. Stavolta il metallo più pregiato è arrivato nei 50 farfalla, a dimostrazione che questo campione veneto è dotato di straordinaria versatilità. Complimenti da tutti gli sportivi, e dal suo Veneto in particolare”.
“Ceccon ci ha abituato da tempo a salire sui gradini più alti del podio – conclude Zaia – ma con questa costanza ci sono da aspettarsi molti altri allori e già oggi possiamo parlare di un campione puro che è entrato nella storia nel nuoto italiano e veneto”.
Martinenghi d’argento nei 100 rana
Un campione che riesce a ottenere il massimo anche quando la condizione fisica non è delle migliori. Nicolò Martinenghi sale sul secondo gradino del podio iridato – dopo l’oro di Budapest 2022, quando raccolse l’eredità lasciata vacante dal britannico Adam Peaty – ed è argento nei 100 rana.
ILa corona di re del mondo si pone sulla testa del cinese Haiyang Qin, che abbassa per la terza volta il record asiatico portandolo sul 57″69.
“Sono strafelice – esulta Martinenghi incredulo – Ora posso dirlo: in semifinale ho cercato la corsia laterale, preferivo la sette perché mi alleno sempre nella la 6 o 7, ho sbagliato di qualche centesimo ed è arrivata la 8. Sapevo che c’era la possibilità di andare a medaglia, ma anche che sarebbe stato preferibile nascondersi perché non sono al massimo della condizione. Anche se il tempo non è per niente buono, porto a casa quest’argento che vale un oro. Sono al settimo cielo. Complimenti a Qin Haiyang, ha nuotato un tempo eccezionale e sarà l’uomo da battere anche l’anno prossimo. Adesso voglio godermi questo momento. Provare a fare il colpo dei 50, finire il mondiale bene con la staffetta mista e poi andare in vacanza. Ho bisogno di riposare perché la prossima stagione sarà serratissima“.
Foto di Andrea Staccioli, Giorgio Scala e Andrea Masini / DBM Deepbluemedia via Federnuoto
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