Il Settecento nella città del Giorgione
CASTELFRANCO VENETO (TV). Nei 250 anni dalla morte dell’illuminato architetto castellano Francesco Maria Preti, un’affascinante mostra a Castelfranco , articolata in tre sedi (Il Museo di Casa Giorgione,il Teatro Accademico, il Palazzo Soranzo Novello), punta i riflettori sui protagonisti di quel cenacolo intellettuale che nel XVIII secolo riporta la città di Giorgione al suo pieno splendore tra scienza, arte, musica e moda.
Nel Settecento Castelfranco è una città di circa 4000 abitanti e in quello che all’epoca è poco più di un borgo, un gruppo di studiosi è in collegamento epistolare con le menti più interessanti del tempo.
Qui Jacopo Riccati insieme con il figlio Vincenzo individua l’integrale capace di risolvere un’equazione differenziale, detta appunto riccatiana, che ancora oggi, dopo 350 anni, viene studiata in tutte le università del mondo.
Giovanni Rizzetti – la cui teoria sul colore sarà ripresa a piene mani da Goethe a inizio ‘800- osa rinnegare la teoria sul colore dell’intoccabile Newton.
Giordano Riccati, studioso raffinato che padroneggia parecchi strumenti musicali, è in contatto con la “Scuola padovana”, con Tartini e Vallotti, domina la tecnica del contrappunto e risulta aggiornato sulle teorie fisico-acustiche più in voga. La sua musica sarà poi utilizzata dal medico Antonio Galletti per curare i suoi pazienti in maniera innovativa con la musicoterapia.
Contemporaneamente le sperimentazioni di Francesco Riccati e Francesco Maria Preti su una nuova maniera di progettare un teatro, concretizzate nel nuovo Teatro Accademico della città, condizioneranno la costruzione del teatro Scientifico di Mantova del Bibiena e poi niente di meno che i progetti per il teatro La Fenice di Venezia (costruito trent’anni dopo) e quello alla Scala di Milano (edificato quarantasei anni più tardi).
Vengono così illustrati nella prima sede della mostra progetti, riti e costumi della vivace realtà castellana, importante crocevia commerciale e culturale nella terraferma veneziana, attraverso una ricca selezione di opere, oggetti e testimonianze dell’epoca e il richiamo ai due poli culturali: l’autore della Tempesta e Canova che fanno da incipit alla mostra nella Casa del Giorgione.
Nella seconda sede dell’esposizione, il Teatro Accademico, intere pareti ricoperte di specchi rifrangono e moltiplicano, in una visione incantata, i progetti di Francesco Maria Preti (1701- 1774), il più esperto e interessante architetto veneto del XVIII secolo, cui si devono alcuni dei principali edifici del centro storico di Castelfranco Veneto, ma anche il progetto di Villa Pisani a Stra e altri innovativi interventi in tutta la regione. 48 metri quadrati, scenografici e caleidoscopici, in cui perdersi e immergersi – set perfetto per selfie e scatti ricordo – allestiti all’ingresso di una delle costruzioni che più lo hanno distinto.
Nella terza sede, il Palazzo Soranzo Novello, vi è invece stata la volontà di ricreare il modo di vivere di quel tempo di quella classe sociale illuminata con una ricostruzione degli allestimenti delle stanze veramente straordinaria, per sottolineare anche le capacità manifatturiere
ed artigianali che questa utenza richiedeva. Nel salone da pranzo, talvolta convertito in salone da ballo, il visitatore è preso dallo stupore nel vedere una tavola imbandita con porcellane e vetri preziosi, il tutto disposto su una tovaglia in seta decorata in ora della Tessitura Bevilacqua La Masa di Venezia, con un centro tavola con fiori esotici, le Protee, fiori originari del Sud Africa, una delle specie floreali più antiche del pianeta.
Si prosegue poi con l’abbigliamento dell’epoca, sia maschile che femminile, le parrucche , gli oggetti personali, come tabacchiere e porta essenze. E naturalmente non potevano mancare il tavolo da gioco e la sala della musica.
Il modo eccellente in cui è stata pensata ed allestita la mostra è da attribuire alla composto dalla curatrice Danila Dal Pos, che nelle giornate di sabato e domenica guida i gruppi di visitatori in modo coinvolgente ed ineccepibile, e dal prestigioso comitato scientifico, composto da Paolo Barbisan, Andrea Bellieni, Lavinia Colonna Preti, Stefania Colonna Preti, Fabrizio Malachin, Moira Mascotto.
La mostra è senza dubbio da visitare per stupirsi e compiacersi di quanto in una piccola città del Veneto siano riuscite a concentrarsi tante eccellenze intellettuali e manifatturiere.
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