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Sior Pare e Tokyo 2020

Sior Pare e Tokyo 2020

Il Sior Pare vive di sport da sempre ma c’è una domenica che è rimasta scolpita più delle altre nel suo cuore di sportivo. Bisogna fare un passo indietro a tre anni fa e alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Tra il caldo che non lo invogliava a uscire e le Olimpiadi, il Sior Pare ormai era diventato un tutt’uno con la sedia. Praticamente passava le sue giornate davanti alla televisione per guardare tutte le gare e i vari servizi specializzati poi. Per fortuna il fuso orario con il Giappone gli permetteva di avere mezzo pomeriggio libero e così il tempo per potersi guardare qualche opera nel pomeriggio o mettersi a far due cose in casa o in giardino.

Capita così di scendere da lui la domenica a mezzogiorno per pranzo e trovarlo ancora completamente spettinato e con la barba da fare, cosa per lui impensabile!

Normalmente lui si alza tardi la mattina, si lava, si fa la barba, si veste, va a comprare il pane e poi si mette a cucinare. In quelle due settimane si alzava presto, piazzava davanti alla televisione e addio mondo. Il pranzo ad orari un po’ più elastici per guardare le ultime gare fino alle 15 30 e poi finalmente una pausa (coperta da qualche Opera Lirica messa su Alexa). Il tutto in attesa del suo nuovo programma preferito: Il circolo degli anelli.

Lo abbiamo scoperto un po’ per caso una sera che stavo facendo zapping dopo aver visto un film insieme. Subito siamo rimasti piacevolmente stupiti dalla semplicità e dalla simpatia di Sara Simeoni e dalla bravissima conduttrice Alessandra De Stefano.

Ma ritorniamo ad una Domenica di agosto come tante, il Sior Pare, come detto, è tutto preso dalle Olimpiadi, oggi non ce n’è per nessuno! Iniziamo a sbottare contro la Rai quando interrompono la gara di Tamberi per mostrare il Tg2, “Ma ti pare che a qualcuno interessi in questo momento?!?” Intanto facciamo il conto alla rovescia per la finale dei 100 metri maschile. Per la prima volta nella storia la correrà anche un italiano! Ormai siamo con l’adrenalina a mille.

Per quanto siamo entrambi molto appassionati di ogni sport, le Olimpiadi hanno sempre quel qualcosa in più. Ti ritrovi a tifare per un italiano anche se facessero la gara a chi sputa più in là. Sebbene ci siano sport di cui non conosciamo le regole e ne capiamo poco, siamo sempre lì pronti ad urlare e incitare il beniamino di turno. Figuriamoci se non siamo sopra alla sedia per “Gimbo” Tamberi dopo tutto quello che ha passato prima dell’Olimpiade di Rio 2016!

E finalmente arriva. È oro! Incredibile. Nel momento in cui decidono di non fare l’ultimo salto e di vincere entrambi, il Sior Pare non capisce bene, cerco di spiegarglielo ma sono troppo festante. Mentre siamo ancora lì increduli a festeggiare, parte la finale dei 100 metri. Marcell Jacobs è sul blocco di partenza, prima italiano nella storia.

Urla, pianti, salti. Non si può spiegare la gioia di quegli attimi. Per quanto quella estate abbiamo gioito in mille modi per il Venezia in Serie A, lo scudetto della Reyer femminile e la vittoria dell’Europeo di calcio, questa è una gioia diversa, inaspettata. Molto più intensa.

Ricomincia ad aver gli occhi lucidi, guarda e riguarda le scene di poco prima, non ci crede, quasi come se fosse successo a lui.

Ora 21.15, puntuale pronto davanti alla televisione per rivedersi tutte le gioie della giornata sportiva appena trascorsa, tra qualche lacrime e molte risate, la sua serata finisce sempre con un sorriso.

Nei giorni successivi le medaglie hanno iniziato ad arrivare in ogni dove, quando scendo per pranzo ormai il rito è:

All’ultimo giorno di Olimpiadi, lo vedo un po’ rattristato:

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