Site icon Il Nuovo Terraglio

Sior Pare e il suo amico Francesco

Sior Pare e il suo amico Francesco

I preparativi pasquali risollevano sempre il morale al Sior Pare, da bravo cattolico praticante giovedì è tornato a casa tutto fiero dalla chiesa:

Erano settimane che rimuginava sul fatto che all’ultima messa non aveva fatto la comunione.

E così tra il buonumore della confessione e la febbricitante euforia dei preparativi per il pranzo si vive il sabato prepasquale. Il menù è sempre quello delle festività:

E Pasqua passa molto velocemente tra la messa, il pranzo insieme e il pisolino pomeridiano che post abbuffata ci sta sempre.

Ma Pasquetta è stato un duro colpo per tutti.
Se le condizioni di Papa Francesco sembravano stabili dopo il ricovero, seguito con molta apprensione dal Sior Pare, l’uscita pasquale in piazza San Pietro era stata seguita con entusiasmo.

Scendo a pranzare, pensando che avesse acceso la TV come suo solito per seguire la messa di pasquetta, o comunque ascoltare la TV e invece, ancora preso dall’euforia pasquale, si era dedicato ad altro, e la mia entrata è stata un duro colpo:

La gioia si è trasformata di colpo in un’espressione di sorpresa mista a una forte tristezza.
Si dirige subito davanti alla TV per capire cosa è successo e cosa si è perso in quelle prime ore della giornata.

Il Sior Pare con Papa Francesco era un vero e proprio “Papa Boy“. Sarà per la quasi coetaneità, visto il solo anno di differenza l’uno dall’altro, ma soprattutto per i valori di pace e apertura al mondo molto simili tra loro. Era una figura morale incarnata nei valori di vita del Sior Pare. Era una figura che andava oltre la mera guida spirituale.

La sua morte è stata un duro colpo, Pasquetta l’ha passata tutto il giorno seguendo Rai1 e SkyTG 24 per capire cosa fosse successo e come si sarebbero affrontati i giorni successivi.

La sera è stato un misto di tristezza e notizie:

Un bombardamento di notizie atte forse a esorcizzare il dolore.

I giorni successivi è stato lo stesso. Tutto il giorno davanti alla TV, anche troppo, tanto da portarlo fuori a fare due passi e a finire al supermercato per distrarlo un po’ prima che tutte quelle informazioni diventassero un’ossessione.

Tanto fino al funerale lo sapevamo che sarebbe stato così: un flusso continuo di notizie.
Tra un film, una passeggiata e un lavoretto in giardino quindi sono riuscita a tenerlo un po’ occupato e non sempre in sedia davanti alla Televisione. Fino al fatidico giorno.

È sabato, il funerale si svolge nel migliore dei modi. Lo segue come se ci fosse un suo vicino parente lì in quella piazza. Si pranza con la processione a Santa Maria Maggiore.
Il suo sguardo è spento e perso, chissà cosa gli passa per la testa.

Ogni domenica seguiva la messa dalla Televisione, abitudine presa durante il covid, e mai più tolta. Le parole di Papa Francesco erano per lui un appuntamento settimanale imperdibile, e l’Angelus diventava sempre un momento di riflessione interiore che non voleva mai perdersi. Sia la messa sia l’angelus erano sempre in registrazione, vedi mai che non sentisse la sveglia, in modo tale da potergliela mettere su al bisogno.

La perdita di Papa Francesco per il Sior Pare è stato il lutto di un amico, di un fratello. Una persona tanto vicina ai suoi valori di cristiano che è come se una parte di lui ora lottasse sola in questo mondo. Ora la speranza è nel suo successore, sperando possa incarnare gli stessi valori.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version