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Simone Bortolotti porta a Mestre i suoi Paesaggi d’interno: ultimi giorni per visitare la mostra alla Provvederia

Una mostra tra geometrie essenziali, luce toscana e memoria personale: l’artista, secondo classificato al Premio Mestre di Pittura 2025, presenta alla Provvederia il cuore della sua ricerca creativa

MESTRE (VE). Fresco del secondo posto al Premio Mestre di Pittura 2025, Simone Bortolotti torna in città con Paesaggi d’interno, una mostra personale che sta suscitando grande curiosità. L’esposizione, curata da Marco Dolfin, è ospitata alla Provvederia di Mestre (via Torre Belfredo 1) ed è visitabile tutti i giorni, a ingresso libero, dalle 16 alle 19, fino al 30 novembre. Siamo dunque agli ultimi giorni per scoprire l’universo poetico e luminoso di un artista che intreccia radici toscane e sensibilità contemporanea.

Un manifesto di luce, forma e colore

Nel percorso espositivo emerge con forza un’opera che Bortolotti definisce il “manifesto” della sua pittura. “In questo quadro ci sono tutti gli elementi della mia ricerca: composizione, forma, luce e colore”, racconta. Il formato quadrato, volutamente difficile da governare, accoglie tre figure geometriche primarie — triangolo, quadrato e cerchio — dipinte nei colori fondamentali: giallo, rosso e blu. Da questi, l’artista costruisce ogni altra tonalità, come se volesse mostrare l’origine stessa del fare pittorico.

È una dichiarazione d’intenti: tornare agli elementi essenziali, metterli in relazione e lasciare che la luce li tenga insieme.

Le radici toscane che risuonano sulla tela

Il legame con la tradizione italiana è profondo e dichiarato. “Essendo toscano, parto inevitabilmente dalla pittura toscana”, spiega Bortolotti. La sua immaginazione visiva si è formata davanti ai capolavori dei macchiaioli, che considera un riferimento fondante. Nei suoi lavori si ritrovano infatti cieli aperti, vegetazioni estive e una luce calda e vibrante che richiama i paesaggi della Maremma.

Durante il processo creativo, un dettaglio sonoro diventa guida emotiva: “Mentre dipingo sento il suono delle cicale. Quel rumore forte ma caldo mi riporta sempre ai luoghi da cui vengo”. È una memoria affettiva che diventa atmosfera, colore, ritmo.

Uno sguardo internazionale sulla pittura italiana

Il percorso espositivo di Bortolotti, che tocca Firenze, Venezia, gli Stati Uniti e la Germania, gli ha permesso di confrontarsi con pubblici diversi. Le sue opere, intrise di luce mediterranea, trovano particolare risonanza all’estero. “Già dire che sei italiano apre dei mondi; dire che sei toscano ancora di più; se poi dici che sei fiorentino, è tutto più semplice”, afferma con un sorriso.

In paesi dal clima meno soleggiato, i suoi quadri assumono una funzione quasi simbolica: “Rendono gli interni come finestre sull’estate, sul concetto che uno ha dell’Italia”. È forse questo il segreto dell’immediatezza del suo lavoro: un ponte tra la quotidianità dello spettatore e un ideale luminoso che appartiene all’immaginario collettivo.

Ultima occasione per entrare nei Paesaggi d’interno

La mostra alla Provvederia offre uno sguardo intimo e autentico sulla ricerca di Simone Bortolotti: un dialogo tra geometria e natura, radici e sperimentazione, memoria e colore. C’è tempo solo fino al 30 novembre per visitarla: un’occasione preziosa per attraversare, insieme all’artista, quei “paesaggi d’interno” che sono al tempo stesso luoghi fisici, emotivi e pittorici.

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