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Simone Bortolotti e il suo Paesaggio 3/4: la presenza nell’assenza

Secondo classificato al Premio Mestre di Pittura 2025, l’artista racconta un interno domestico dove forma, colore e luce diventano manifesto di una ricerca rigorosa e poetica

MESTRE (VE) – Il secondo premio del Premio Mestre di Pittura 2025 è stato assegnato a Simone Bortolotti per l’opera Paesaggio 3/4, un lavoro che ha colpito la giuria per la sua capacità di unire rigore geometrico e sensibilità poetica. Come ha sottolineato il critico Marco Dolfin durante la presentazione al Centro Candiani, la composizione richiama ascendenze rinascimentali, con echi di Piero della Francesca, e dimostra una padronanza formale che trasforma volumi e spazi in un linguaggio sintetico e razionale.

Nelle parole dell’artista, il quadro nasce come «una specie di manifesto: forma, colore, composizione e luce». Su una scaffalatura compaiono le tre figure geometriche di base – cerchio, quadrato e triangolo – nei tre colori primari, giallo, rosso e blu. È un richiamo essenziale, quasi archetipico, che diventa fondamento visivo e simbolico. Ma l’opera non si limita all’astrazione: la scena rimanda a un interno domestico, con una poltrona e una libreria che raccontano la vita di chi abita quello spazio. Eppure la stanza è vuota. «La mancanza della persona – spiega Bortolotti – è data dal fatto che è presente negli oggetti. È un’assenza che diventa presenza attraverso le tracce lasciate».

La forza di Paesaggio 3/4 sta proprio in questa tensione tra geometria e memoria, tra rigore e intimità. La luce e la composizione costruiscono un equilibrio che non è freddo, ma abitato da suggestioni silenziose. La giuria ha riconosciuto in questo lavoro la capacità di trasformare un ambiente quotidiano in un luogo di riflessione, dove l’assenza diventa racconto e gli oggetti diventano testimoni di una presenza invisibile.

Il premio, un acquisto da 3.000 euro e una mostra personale presso la Provvederia di Mestre, suggella un percorso che si distingue per coerenza e maturità. In un’edizione segnata dall’innovazione e dalla pluralità di linguaggi, l’opera di Bortolotti si impone per la sua sobrietà intensa: un interno che diventa specchio dell’animo, un vuoto che non è mancanza ma spazio di riflessione. Con Paesaggio 3/24, l’artista ci ricorda che l’arte non sempre ha bisogno di figure per raccontare l’uomo: a volte basta una poltrona, una libreria, un gioco di forme e colori. È lì che la vita continua a risuonare, silenziosa e presente.

Aggiornamento – Pubblicato il Bando per la decima edizione del Premio Mestre di Pittura: artisti di tutto il mondo a confronto per valorizzare la pittura contemporanea e arricchire il patrimonio culturale di Venezia

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