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Scuse pubbliche a causa di post discriminatori

«Mi sono scusato a nome dell’Associazione Veneziana Albergatori, Ava, anche se l’hotel non è nostro iscritto. Auspico un codice di comportamento per i dipendenti degli hotel che comprenda il divieto di pubblicare sui social post discriminatori in tema religioso, di tendenze sessuali e di opinioni politiche. Il presidente Vittorio Bonacini mi ha dato disposizione di scrivere una lettera di scuse alla Comunità Ebraica di Venezia. Le scuse al governo Israeliano le presenterò personalmente all’Ambasciatore Ofer Sachs il 23 ottobre visto che in tale data saremo a cena insieme».
Questo il commento di Claudio Scarpa, in qualità di direttore Ava, alla vicenda della dipendente dell’hotel del gruppo Kempinski, sospesa per aver postato commenti anti-semiti su un gruppo Facebook dedicato al turismo. Claudio Scarpa aggiunge poi un’osservazione anche a titolo personale: «La vicenda mi tocca anche dal punto di vista familiare e personale. Una dipendente statale protetta da un contratto di lavoro che prevede la stabilità d’impiego, un’insegnante, è stata licenziata per aver augurato la morte ai migranti. In questo caso una dipendente d’Hotel che ha augurato la morte agli ebrei è stata sospesa per 10 giorni. A mio parere questo gesto è altrettanto grave e la risposta giusta, anche in questo caso, dovrebbe essere il licenziamento».
Ufficio Stampa Ava (Associazione Veneziana Albergatori)
3471570726

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