L’Inter di Cristian Chivu ricomincia dal numero cinque, sonoro e di larghe vedute
Dove ci eravamo lasciati? Dall’impressionante débâcle della finale di Champions Leaugue con il Paris St Germain dove il numero cinque si impose, dall’altra parte della barricata.
Ora la musica è ovviamente diversa, ma se i numeri hanno un significato è meglio coglierlo, con tutto il suo bagaglio di cabala e suggestioni. I nerazzurri di Cristian Chivu, al debutto in campionato schiantano il Torino made in Baroni ripartendo fragorosi, quasi a voler rivendicare, seppur solo nel punteggio, la serata di fine maggio, dove tutto andò all”aria.
Con una formazione che prevedeva il solo nuovo ingresso di Sucic, molto promettente la sua prestazione, i nerazzurri si riavvicinano al popolo bislerone a testa alta e sicuramente non era facile, con un mercato senza particolari enfasi e la trattativa Lookman fin troppo bislacca. La rosa poco ampia potrebbe rappresentare un limite, con i titolari che senza la pressione di una panchina di qualità potrebbero risentirne a livello inconscio, anche se alcuni giovanissimi, vedi Pio Esposito scalpitano e promettono qualità.
Toccherà a Chivu l’esercizio più difficile, riconfermare gli alti vertici in campionato e navigare nelle altre competizioni, tra la vecchia guardia, desiderosa di una sana rivincita e la balda gioventù, da dosare ma anche da osare. Nel segno di una grande società.
Photo credit by F.B.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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