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Popoli Indigeni: i custodi della biodiversità

Ogni anno, il 9 agosto si celebra la giornata mondiale degli indigeni, custodi della biodiversità e della cultura

Secondo la definizione delle Nazioni Unite, i popoli indigeni sono coloro che discendono dalle popolazioni originarie che abitavano una regione al momento della colonizzazione o della formazione degli Stati attuali, e che conservano, almeno in parte, le loro caratteristiche culturali, linguistiche, sociali ed economiche distintive. Questi popoli, stimati in oltre 476 milioni di persone distribuite in circa 90 paesi, rappresentano una componente fondamentale della diversità umana e della sostenibilità ambientale.

Custodi fondamentali

I popoli indigeni sono veri e propri custodi della biodiversità mondiale. Abitando quasi un quarto della superficie terrestre, essi proteggono oltre l’80% della diversità biologica del pianeta. La loro profonda conoscenza della natura e delle sue risorse, tramandata attraverso millenni di esperienza e tradizione orale, è una risorsa preziosa per la gestione sostenibile del territorio. Le lingue indigene, spesso considerate come sistemi di comunicazione complessi, riflettono non solo una ricca diversità culturale, ma anche una profonda connessione con l’ambiente. Si stima che delle quasi 7.000 lingue parlate al mondo, la maggior parte sia indigena, un patrimonio linguistico che rischia di scomparire a un ritmo allarmante.

Vulnerabilità e ingiustizie subite

Nonostante il loro ruolo cruciale nella protezione dell’ambiente e nella salvaguardia della diversità culturale, i popoli indigeni sono tra i gruppi più vulnerabili e discriminati al mondo. Spesso esclusi dalle decisioni politiche ed economiche che li riguardano, subiscono violazioni sistematiche dei loro diritti umani, tra cui il diritto alla terra, all’identità, all’istruzione, alla salute e alla partecipazione. I cambiamenti climatici e il degrado ambientale minacciano ulteriormente la loro sopravvivenza fisica e culturale, costringendo molti di loro a migrare dalle loro terre ancestrali alla ricerca di opportunità migliori o per sfuggire a conflitti e violenze.

L’importanza della giornata mondiale dei Popoli Indigeni

La giornata mondiale dei popoli indigeni, celebrata ogni anno il 9 agosto, è un’occasione fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide che queste comunità affrontano e per riflettere sulle opportunità di cooperazione internazionale per il rispetto, la protezione e la promozione dei loro diritti. La Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni del 2007 rappresenta un punto di riferimento cruciale in questo impegno globale, sancendo il diritto delle comunità indigene a mantenere le proprie tradizioni culturali, a partecipare alle decisioni che le riguardano e a vedere riconosciuti i loro diritti territoriali.

L’Unione Europea ha manifestato la propria solidarietà verso i popoli indigeni, impegnandosi attivamente per promuovere la loro partecipazione ai processi di sviluppo e ai principali consessi decisionali a livello globale. L’UE ha inoltre sostenuto l’istituzione del decennio internazionale delle lingue indigene (2022-2032), un’iniziativa volta a promuovere la salvaguardia e la valorizzazione di queste lingue, che sono strumenti essenziali per preservare la ricchezza culturale e la diversità del nostro pianeta.

La giornata mondiale dei popoli indigeni non è solo un invito a celebrare la diversità e la ricchezza culturale di queste comunità, ma è anche un appello urgente a combattere le ingiustizie e le discriminazioni che continuano a subire. È un’occasione per riconoscere il loro ruolo insostituibile nella tutela dell’ambiente e nella costruzione di un futuro sostenibile per tutti, garantendo al contempo il pieno rispetto dei loro diritti umani.

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