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Oltre la danza

Ha onorato il nostro Paese con la sua eleganza e il suo impegno artistico, frutto di intenso lavoro.
Lo dice il presidente della Repubblica Mattarella profondamente commosso per la scomparsa di Carla Fracci.
Di umili origini,papà tranviere e mamma operaia alla Innocenti di Milano, città dove nacque il 20 agosto del 1936, proprio al circolo dell’azienda tranviaria dove i genitori portavano Carla spesso, alcuni amici dei suoi notarono immediatamente il suo incedere elegante e la sua innata predisposizione al ritmo e alla danza.
Da lì ad una prova di audizione al Teatro alla Scala il passo fu breve, fulmineo e vincente.
L’inizio ostico, improntato dai continui rimproveri della maestra che la considerava piena di talenti ma svogliata non la scoraggio’, anzi.
Diventa prima ballerina nel 1958 e con tutta la danza innanzi varca soglie inimmaginabili, dirigendo corpi di ballo interpretando ruoli drammatici e romantici,un viaggio trionfale nei più grandi teatri del mondo, con partner eccelsi nel segno di una carriera da autentica fuoriclasse.
La sua dimensione artistica le permette di sciorinare naturalmente ruoli apparentemente distanti che legherà senza dilemmi, membro dell’accademia delle belle arti di Brera, presidente di associazioni, Ambasciatrice di buona volontà della FAO e protagonista di fiction.
Sobria ed elegante, popolarissima e sempre piena di vitalità, oggi ci lascia discretamente regalandoci l’ultimo ballo.
In punta di piedi.
Instacult di Mauro Lama

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