Dopo la tripletta nel match d’esordio contro l’Algeria ai Mondiali le dichiarazioni della pulce scuotono il mondo del calcio. “Sono stati giorni difficili”.
Diciamo subito che il fuoriclasse argentino, 39 anni e talento ancora da vendere si è subito prodigato nel precisare che il tutto sarebbe da considerare avulso dal mondo del football, ringraziando delegazione e compagni per la vicinanza. Poi l disquisizione sulla felicità di essere arrivato ad eguagliare il record di gol, 16, segnati da Klose e il suo raffronto personale con Ronaldo. Non manca un francobollo finale sull’esempio che offre Rafa Nadal, un fulgido modello per tutti. Quando piange un campione è quel momento, al di fuori della spiccia retorica, che non ti aspetti. Perché il fuoriclasse, in quanto tale, è invincibile e potente, prestante nell”azione, ma soprattutto nella personalità. Che non deve chiedere mai, mi sia consentito l’uso di uno slogan che aleggiava a negli anni 80. E quello che ci lascia sgomenti è il ritrovarci forse più fragili, scoprendo la gracilità del fuoriclasse, che alla fine altro non è che il suo lato umano. Ma abile nel riconsegnarci l’uomo normale. Intento a gioire, scalare la cima del mondo, ma anche piangere, per risalire la china.
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