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Massimo Stano fa la storia. Italia sul tetto del mondo 19 anni dopo

Eugene(Usa) 15/07/2022 Campionati Mondiali di Atletica Leggera, World Athletics Championships Oregon22, - Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Dopo il successo olimpico nella 20 km di Tokyo 2020, il marciatore azzurro incide il suo nome con l’oro nel palmares iridato della 35 km, la nuova distanza della marcia inserita nel programma dei Mondiali di atletica di Eugene.

“Se l’ho fatto una volta, perché non potevo rifarlo? Sono riuscito a dimostrare di avere un’egemonia su entrambe le distanze, che poi era quello che più mi interessava per la gara di oggi, capire quanto fossi competitivo su questa distanza. Vincere un’Olimpiade sulla 20 km e l’anno dopo i Mondiali nella 35 km non era per nulla scontato. Sono stra-contento e stra-stanco: ma oggi a 7-8 km dall’arrivo ho fatto capire a tutti gli altri che potevano giocarsi soltanto l’argento”.

L’atleta pugliese si è laureato campione del mondo al termine di una gara strepitosa, completata con il record italiano di 2h23:14 e con un forcing finale devastante negli ultimi cinque chilometri (parziale di 19:50), tratto in cui stacca tutti gli avversari che erano rimasti in gruppo insieme a lui nei primi trenta. Piegato nell’ultimo chilometro il giapponese che partiva da leader mondiale stagionale Masatora Kawano, argento in 2h23:15, bronzo allo svedese Perseus Karlstrom (2h23:44).

L’Italia torna sul gradino più alto del podio ai Mondiali all’aperto dopo diciannove anni: tanti ne sono passati dall’oro di Giuseppe Gibilisco nell’asta a Parigi 2003. Il 30enne barese di Palo del Colle, allenato da Patrizio Parcesepe (a sua volta sempre più nel mito), firma il sesto titolo mondiale azzurro nella marcia dopo quelli di Maurizio Damilano (1987 e 1991) e Michele Didoni (1995) nella 20 km, Anna Rita Sidoti nei 10.000 (1997) e Ivano Brugnetti nella 50 km (1999).

Con la finale della staffetta 4×400 (azzurre settime in 3:26.45) si chiude il Mondiale di Eugene 2022. Una spedizione positiva per la squadra azzurra, che ha colto, soprattutto in termini di finalisti e punti, risultati mancati da diverse edizioni. L’oro di Massimo Stano riporta il tricolore sul gradino più alto del podio dopo un’attesa durata 19 anni (l’ultimo a riuscirci fu Giuseppe Gibilisco nell’asta, a Parigi 2003), e rimette la squadra maschile nel medagliere a 13 anni da Berlino 2009 (la medaglia “postuma” di Giorgio Rubino nei 20km di marcia). E sempre da 13 anni non si riusciva ad ottenere più di un podio nella stessa edizione (con Stano, va a referto anche il magnifico bronzo nell’alto di Elena Vallortigara).

(foto Colombo FIDAL)

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