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L’ultima strada che ha percorso Enza

Tra pochi giorni saranno 2 mesi dalla data dell’omicidio di Vincenza Saracino, 50 anni, accoltellata nel pomeriggio del 2 luglio scorso

Preganziol – Martedì 2 luglio Vincenza non è rientrata a casa, è sparita dopo aver fatto la spesa ed essersi diretta verso la sua abitazione con la bici elettrica. Un’ulteriore sosta, per prendere le sigarette e poi, di lei, più nulla.

Il tragitto dall’Iperlando, in via Europa, fino al Bar Tabaccheria La perla, in località Settecomuni, alle porte di Treviso, è lungo poco più di 3 chilometri. Si snoda da via Baratta nuova, via Baratta vecchia, via Bacchina.

Dopo aver comperate le sigarette, alle 18.15, a Enza manca qualche centinaio di metri per essere a casa. Ma pochi metri prima di arrivare, svolta a sinistra e imbocca via Maleviste. Dopo tre o quattro edifici, al numero 7, c’è un grande muro di mattoni e, dietro a questo, un deposito ridotto ormai a rudere. Lì viene aggredita, cerca di difendersi ma viene accoltellata al collo e alla mandibola. Lì termina la sua vita.


Il ritrovamento

Il marito, che con lei gestisce dei negozi sexy shop, preoccupato per l’insolito ritardo della moglie che in genere rientra verso le 19, allerta, poco dopo, le forze dell’ordine. Il corpo verrà ritrovato 24 ore più tardi all’interno di quel vecchio stabile dismesso.

A poca distanza viene ritrovata la bicicletta elettrica di Vincenza, che non aveva la patente, e i suoi effetti personali. E anche le due borse con la spesa. Lo stabile dismesso è spesso occupato da senzatetto e sbandati come rifugio per la notte. Non è lontano dalla casa dove Enza viveva con marito e figlia.

Secondo l’autopsia, Vincenza è morta per dissanguamento. Aveva due profonde ferite, al collo e alla mandibola. Sulle braccia c’erano dei graffi.


Le ipotesi

Tanto è stato scritto in questi mesi e molte sono state le ipotesi fatte. Silenzio invece da parte degli inquirenti. La cosa che stupisce è la mancanza di recinzione e interdizione all’accesso nel luogo dell’omicidio. La sterpaglia la fa da padrona. Facile sarebbe per chiunque inquinare le prove facendo ritrovare una possibile arma con DNA di qualcuno, magari del tutto estraneo all’omicidio.

Il cambio improvviso di tragitto di Enza ha fatto ipotizzare un possibile appuntamento con qualcuno. E se invece la donna si fosse ricordata all’ultimo momento di essersi dimenticata qualcosa di importante da comprare per la cena, al supermercato? E allora avesse imboccato la strada Maleviste, la più breve, per ritornare all’Iperlando e qualcuno, mentre transitava, l’avesse aggredita, magari per rapinarla? Poi, vedendo sopraggiungere della gente o qualche auto, l’avesse trascinata dentro l’edificio e uccisa? E poi, spaventato, fosse fuggito?

Oppure Vincenza davvero doveva trovarsi proprio lì con qualcuno? Ma allora, perché non andare direttamente a quell’appuntamento, prima di prendere le sigarette? In quel caso poteva passare per l’interno, percorrendo via Sagramora, via Munara, via Sambughè e infine via Maleviste.

Le indagini proseguono e ci auguriamo tutti che al più presto il colpevole o i colpevoli, siano assicurati alla giustizia.

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