Dai primi fortunati incontri fino all’ascesa nell’olimpo della moda segnata dalla sua elegante e gentile rivoluzione
“L’eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare”, in questa frase, tra le tante, che oggi cercano di narrare il talento italiano di Giorgio Armani, forse questa è una della più graziose e riassume un pensiero che oggi ci lascia piacevolmente impressionati.
Giorgio Armani, con i primi bagliori che partono dall’iscrizione alla facoltà di Medicina e dalle prime vetrine alla Rinascente non necessariamente flirtava con la moda ma con il suo personalissimo stile, fatto di eleganza, minimalismo e i pochi colori che contano, dove la sobrietà è sempre stata segno distintivo. Gli incontri giusti nel momento perfetto, come quello con Nino Cerruti che ne intuì la straordinaria potenzialità. E gli anni ottanta, tempio dell’edonismo, con Armani che fu protagonista non solo della Milano da bere ma anche in quella da indossare, con capi basici che assumevano traiettorie fashion, sempre attuali. E la formidabile certezza di possedere abiti che rassicuravano il nostro ego rendendoci più padroni della vita, particolare di straordinario valore.
Con il marchio di lusso principale, con abiti di alta moda, che apriva anche in maniera più accessibile e giovane ad Emporio Armani, inglobando le precedenti linee Armani Jeans e Armani Collezioni, ma non solo, esportando il brand al di fuori dell’abbigliamento proponendosi come stile di vita se pensiamo al cinema, alla cultura, agli hotel e ai ristoranti.
Ma il vestire d’incanto di Giorgio Armani non può prescindere da tutte le star del mondo dello spettacolo che si affidavano piacevolmente a lui e alle top model, ora in via di estinzione, con Naomi Campbell, Linda Evangelista e Carla Bruni, che oggi definiscono Armani come un autentico visionario.
Con 91 anni vissuti all’insegna di eleganza e creatività, ispirando intere generazioni con la sua eredità che non esiterà a creare di nuovo bellezza.
Photo Credit by Treccani
Zero Biscuit di Mauro Lama
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