I quindici anni della Confraternita degli Incrocio Manzoni, nata con lo scopo di tutelare e promuovere questo grande vitigno, nel ricordo dell’insigne professor Luigi Manzoni.
MOTTA DI LIVENZA (TV) – In ricordo del professor Luigi Manzoni (Agordo, 29.07.1888 – Conegliano, 31.03.1968) la Confraternita degli Incrocio Manzoni ha voluto ricordare con una serata-evento colui che, con dedizione e costanza, attraverso un’importante lavoro di ricerca, contribuì in modo fondamentale allo sviluppo vitivinicolo nel territorio mottense. Quei vitigni, creati dal professore agronomo, sono oggi i vitigni autoctoni per eccellenza fra i più importanti della provincia di Treviso.
Il professor Manzoni fu infatti pioniere di una serie di esperimenti genetici realizzati sulla vite. Siamo nei primi anni del Novecento e le ricerche vengono condotte sull’anatomia della vite, con l’intento di individuare nuovi vitigni a bacca rossa e a bacca bianca che potessero affiancare quelli allora già coltivati nella regione Veneto.
Il suo impegno di ricercatore e sperimentatore, che affiancava all’insegnamento (fu prima docente di Scienze e Patologia vegetale e preside della Scuola di agraria e di enologia ” Cerletti” di Conegliano poi), è documentato da una settantina di pubblicazioni. Diverse di queste, dedicate alle patologie della vite e alla genetica, portarono alla realizzazione degli oggi famosi “Incroci Manzoni”.
A pochi giorni dalla ricorrenza del 56° anniversario dalla sua scomparsa, nonché a quindici anni dalla fondazione della Confraternita degli Incrocio Manzoni, la figura straordinaria del professore veneto è stata ricordata con un Convegno tenutosi in Piazza Luzzatti a Motta di Livenza, a cui hanno preso parte alcuni famigliari del professore e numerose autorità. Tra loro, erano presenti diversi Sindaci, l’on. Marina Marchetto Aliprandi, il senatore Luca De Carlo e la Preside dell’istituto “Cerletti”.
“Il professor Manzoni è stato uno dei più grandi genetisti che la nostra Nazione abbia avuto” ha esordito il Capitano della Confraternita degli Incrocio Manzoni, Umberto Perissinotto, passando la parola al senatore Luca De Carlo, che lo ha ricordato come “una figura all’avanguardia, un’attenzione ai temi della sostenibilità che ha precorso i tempi, una fiducia nella ricerca attuale ancora oggi. Quello di Manzoni è un pensiero ancora oggi attuale: la fiducia nella genetica, l’attenzione alla ricerca scientifica, lo studio accurato sull’utilizzo e consumo della risorsa idrica erano avanguardiste allora e sono più che mai moderne oggi”.
Ha condiviso qualche aneddoto personale il professor Carlo Alberto Adami, uno dei familiari presenti, ricordando la figura dello zio come quella di una persona taciturna e portatore di una certa allure, tanto che lo stesso padre – benché congiunto del professor Manzoni – gli si rivolgeva dandogli del Lei. Sebbene di poche parole, tutti pendevano dalle sue labbra, catturati dall’autorevolezza di quell’uomo scientifico. “Una sola volta l’ho visto commosso e umano – ha raccontato il nipote Adami – è stato quando ha ricevuto una telefonata da un Ufficiale, che gli riferiva la morte del nipote Alberto durante un’esercitazione in volo”.
Prima della posa della corona alla tomba di famiglia al cimitero di Lorenzaga e della S. Messa in suo ricordo celebrata nella Chiesa lì affianco, l’evento di sabato 6 aprile si è concluso con una degustazione di abbinamenti sensoriali. Al vino Incrocio Manzoni, presentato dall’esperto enologo Luciano Vettori, sono stati decantati prelibati formaggi, a cura del giornalista gastronauta Fabio Guerra.
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