Site icon Il Nuovo Terraglio

Le Déluge, gli ultimi giorni di Maria Antonietta, la recensione

Gli ultimi giorni di prigionia del Re e di Maria Antonietta diventano un viatico per osservare da vicino i modi di reagire ad una fine ineluttabile

Le Déluge, “dopo di me il diluvio“ la frase attribuita a Luigi XV, risuona sia nel titolo di questa esaustiva storia raccontata dal regista Gianluca Jodice con Guillaume Canet e Mélanie Laurent, sia nell’incubo di una fine che prevede la ghigliottina e nient’altro.

Ed è tutto questo che la prigionia di Luigi XV e Maria Antonietta mostra in maniera arcigna e cruda, una detenzione alla “Tour de Temple“ con una sentenza già scritta, con i moti della rivoluzione che si sentono provenire dall’esterno e il Re e la sua famiglia che si vedono detronizzati giorno dopo giorno e privati di tutte le grandi e piccole libertà. Un’agonia lenta e inesorabile che negli ultimi giorni Maria Antonietta e di Luigi XV subiscono, vera e propria anticamera del patibolo a loro subito dopo assegnato.

Il plot narrativo offre una splendida occasione per sciorinare la psicologia dei personaggi, sempre sul crinale di una crisi esistenziale, che non perde tempo anche per scavare nei rapporti familiari, “denudare il re“ nelle sue emozioni e scandagliare dinamiche ed affetti.

Ed è proprio questo che esalta la perfetta dicotomia di Luigi XV e Maria Antonietta, il primo quasi rassegnato e parco di emozioni e la seconda combattiva e mai doma, disposta a tutto per poter salvare figli e famiglia, una lettura introspettiva su come governare emozioni e tragedie familiari.

E il periodo della prigionia che, scorrendo inesorabile e crudele, trova l’inevitabile epilogo nella rivoluzione, nel popolo, nella lama e nella ghigliottina. Autentico simulacro di un epoca rivoluzionaria mai doma che cambiò la storia della Francia.

Intravisti per voi di Mauro Lama

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version