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La triste mappa dei morti sul lavoro

Nel Veneto ci sono stati 104 morti da gennaio a novembre 2025, 32 decessi in più rispetto al 2024, oltre 9 vittime al mese. La Regione detiene il secondo posto in Italia per numero di vittime.​

Veneto – Oltre il 40% delle vittime sul lavoro è di origine straniera. La regione è seconda in Italia per numero di decessi, preceduta solo dalla Lombardia. Verona si conferma anche a fine novembre la provincia più colpita, seguita da Venezia e Vicenza. Ma l’incidenza di mortalità più elevata viene registrata a Rovigo. Il Veneto si colloca in zona arancione.
“I numeri e le incidenze di mortalità sul lavoro in Veneto sono a dir poco drammatici nel 2025, ma sono la descrizione più vera e concreta dell’emergenza in regione. Da gennaio a novembre 2025 sono 104 le vittime sul lavoro, 32 in più rispetto a novembre 2024. La regione resta seconda in Italia per numero di decessi, confermandosi, purtroppo, ancora in zona arancione nella nostra mappatura del rischio, con valori ben al di sopra della media nazionale”.
L’Ingegnere Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, apre la dettagliata analisi dell’emergenza realizzata dal proprio team di esperti e continua: 
“A preoccupare è soprattutto l’aumento dei decessi rilevati in occasione di lavoro, sono questi infatti che definiscono più di tutti le lacune sul fronte della sicurezza. Nel 2024 gli infortuni in occasione di lavoro erano 49, mentre da gennaio a novembre 2025 sono già 72; si tratta di dati davvero allarmanti.” 

Per individuare le aree più fragili dell’Italia e del Veneto sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità.
La zona arancione, nella quale si colloca attualmente il Veneto, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro al di sopra della media nazionale.A fine novembre 2025, il rischio di infortunio mortale in Veneto (32,3 morti per milione di occupati) risulta superiore alla media del Paese, pari a 30,7. Rovigo, con il dato più alto della regione (indice di 80,2), si colloca in zona rossa insieme a Vicenza (41,0). In zona arancione si trova Venezia (38,0), in zona gialla Verona (29,9) e Padova (26,9), mentre in zona bianca ci sono Belluno (22,3) e Treviso (17,4). 

INFORTUNI TOTALI MORTALI A NOVEMBRE 2025: 32 vittime in più rispetto al 2024
Sono 104 i decessi rilevati nei primi undici mesi del 2025 (contro i 72 del 2024): 72 in occasione di lavoro (23 in più dello scorso anno) e 32 in itinere (9 in più del 2024).

È Verona a conquistare la maglia nera per numero di vittime totali (23), seguita da Venezia (20), Vicenza (19), Padova (18), Treviso (14), Rovigo (8) e Belluno (2). Vicenza invece guida la classifica delle vittime in occasione di lavoro (16). Seguita da Venezia (14), Verona (13), Padova (12), Rovigo (8), Treviso (7) e Belluno (2).​

Alla fine di novembre 2025 le denunce di infortunio totali risultano in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024: erano 64.690 e ora sono 66.396.
La provincia di Verona registra il numero più elevato di denunce totali di infortunio (13.327), seguita da: Padova (13.052), Vicenza (12.089), Treviso (12.040), Venezia (11.307), Belluno (2.635) e Rovigo (1.946). 

Sono 22.519 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (17.598 in occasione di lavoro) e 43.877 quelle degli uomini (38.083 in occasione di lavoro), mentre sono 8 le donne che hanno perso la vita da gennaio a novembre 2025: 3 in occasione di lavoro e 5 in itinere.

Le denunce dei lavoratori stranieri sono 17.691, di queste, 14.681 sono state registrate in occasione di lavoro. Si registrano 43 lavoratori stranieri deceduti (su un totale di 104), 30 dei quali in occasione di lavoro.​Alla fine di novembre 2025 le Attività Manifatturiere si confermano al primo posto per numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro (12.242). Seguono i settori: Costruzioni (4.300), Commercio (3.846), Trasporti e Magazzinaggio (3.348) e Sanità (3.176).​

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.​

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori: Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

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