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La scrittura autobiografica: 

un’opportunità per conoscersi meglio

Scrivere non è solo una procedura tecnico pratica, ma è anche e soprattutto  una questione emozionale. Se pensiamo ad esempio alla scrittura in corsivo, gli  studi calligrafici cercano di cogliere le componenti emotive che ogni persona esprime nell’atto della scrittura.

Ma ancor di più scrivere significa esprimersi. E questo diventa particolarmente dirimente quando si scrive su di sé, sulla propria vita,  su ciò che ci è accaduto di significativo nel corso di essa e soprattutto nelle emozioni che abbiamo provato in quei momenti e nei pensieri che abbiamo attivato nel viverli.

Le storiche scuole di autobiografia, come quelle di Duccio Demetrio e Graziella Favaro  ad Anghiari (Arezzo), hanno rilevato come la scrittura autobiografica, oltre ad essere uno stile letterario, possa diventare anche una forma di autoanalisi curativa, in quanto le persone, ripensando a ciò che è accaduto nella loro vita e soprattutto scrivendo che cosa loro hanno provato in quei momenti, riescano a diventare consapevoli di quei sentimenti inespressi, che poi possono sfociare in rabbia, nostalgia e soprattutto dolore. 

Purtroppo spesso i dispiaceri emotivi si trasformano in somatizzazioni nel nostro corpo e diventano malattia, talvolta gravi, perché il corpo parla come dice il famoso scrittore, drammaturgo, regista ed attore Jodorowsky. Egli ci ha parlato anche di atto psicomagico, un gesto simbolico e teatrale che mira ad influenzare l’inconscio per sciogliere traumi e blocchi emotiva, che quindi ha lo stesso scopo che può avere la scrittura autobiografica. 

L’obiettivo perciò  è comunicare con l’inconscio e “cambiarne la narrazione”, permettendo una nuova prospettiva e creando nuovi collegamenti cerebrali attraverso l’esperienza simbolica. 

Ma sia l’atto psicomagico che la scrittura autobiografica non sono pensate per sostituire le terapie psicologiche tradizionali, ma come un complemento creativo per connettere il mondo interiore con quello reale.

E’ proprio in questo spirito che presso la Libreria San Leonardo a Treviso, sempre sensibile a proporre iniziative culturali di qualità, si è creato un circolo di scrittura autobiografica, che non è un corso e non è una scuola, ma è l’occasione di praticare con altre persone un’attività che appassiona: scrivere e scrivere di se stessi, senza obiettivi di pubblicazione o vendita, per creare un contesto libero e gratuito in cui scambiare racconti e storie che riguardano la propria vita. 

Un’occasione imperdibile quindi per riflettere su se stessi, sui propri meccanismi mentali e per ritrovare, specchiadosi nell’esperienza altrui, alcune affinità “umane”.

Il Circolo si riunirà a cadenza quindicinale, di giovedì, dalle ore 17 alle ore 18.30, presso la Libreria Universitaria San Leonardo a partire dal 25/09/25 e sarà condotto da Silvia Battistella (scrittrice, counsellor, docente de Il Portolano).

Riguardo la conduttrice del corso, possiamo dire che collabora attivamente con il Festival di Carta Carbone, fin dalla sua prima edizione. Ha pubblicato i racconti La felicità elementare  e le sillogi poetiche Il sapore del vento, Isole, Canzoni per il Lupo, Osserva il pioppo tremulo. Inoltre è uscita una sua biografia professionale, (ricordiamo che Silvia Battistella è stata insegnante della scuola primaria dal 1983), intitolata Tutti presenti: piccole storie da maestra, pubblicato da Erikson.

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