Per la contabilità spiccia sono 70 anni.
Da quando la mattina del 3 gennaio 1954 alle ore 11, la prima annunciatrice Rai Fulvia Colombo, diede il via alle trasmissioni televisive regolari del Programma Nazionale.
Rai Uno, che diventa la rete ammiraglia e ammalia i primissimi telespettatori, gente che si poteva permettere la televisione o che in qualche luogo pubblico riusciva a sbirciarne i programmi.
Il primissimo fu “Arrivi e partenze“, con un giovanissimo Mike Bongiorno e Armando Pizzo, ma quella sera stessa vide la luce un programma diventato poi iconico e insostituibile, “La Domenica sportiva”.
Alla fine del 1954 la televisione riuscì a raggiungere il 58% della popolazione per poi assestarsi nel 1961 al 97%, nel nome di una moderna comunicazione, avvincente e costruttiva, curiosa nell’avvicinarsi ai palinsesti creativi.
La tv restava un bene di lusso, tanto che non si contavano i bar che si affollavano per poter assistere ai primi telequiz italiani, quali “Il Musichiere“ con il grande Mario Riva e “Lascia e Raddoppia“, con Mike Bongiorno autentico primattore.
Dopo i primi telegiornali il ruolo culturale della Rai divenne fondamentale, accentrando la sua finalità educativa senza tralasciare l’aspetto ricreativo e pubblicitario, il Carosello ne divenne un fulgido esempio.
La Rai in questi 70 anni, portati bene, ha accompagnato gli italiani “suggerendo“, attraverso i suoi programmi, scenari molteplici, sempre all’insegna del pluralismo e della democrazia, impresa non facile visto il processo di cambiamento, nonché di crescita sociale dell’Italia in tutti questi anni.
Raccontando il Paese.
Buon compleanno Rai, oggi sono 70.
Photo credits by Wikipedia
Zero Biscuit di Mauro Lama
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