Kaden Groves ha vinto la quinta tappa del Giro d’Italia 2023. Il corridore australiano si è imposto sul traguardo, a Salerno, davanti al nostro Jonathan Milan che aveva vinto la seconda tappa del Giro. Il campione olimpionico friulano rimane capofila della classifica a punti, con la maglia ciclamino.
In questa giornata sono stati protagonisti la pioggia, un cane e molte cadute che hanno coinvolto gran parte dei favoriti. La prima di queste pare sia stata causata da un cane che si è affacciato sulla strada dove sfrecciavano i ciclisti in gara.
Remco Evenepoel, è caduto insieme ad altri due corridori e nonostante sia risalito quasi subito su un’altra bici e abbia ripreso la corsa, ha perso terreno. Il corridore belga è finito a terra forse per l’attraversamento di un cane ma l’asfalto bagnato ha di certo fatto la sua parte. E infatti, la caduta non è stata la sola della giornata per lui e per molti altri e anche il fango, ben attaccato alle maglie insieme all’acqua, ha creato non pochi disagi ai corridori vittime degli incidenti.
Remco Evenepoel è rimasto coinvolto anche in un’altra caduta, a pochi metri dal traguardo, e alla fine ha mostrato tutto il suo disappunto. Infine, è stato ricoverato in ospedale per accertamenti.
Per quanto riguarda il primo incidente, quello che sembra essere accaduto a causa di un cane, se fosse confermato, non si tratterebbe certo di una prima volta. In realtà, incursioni canine in pista ce ne sono state spesso durante il Giro d’Italia e alcune anche con esiti gravi.
Il cane di questa edizione 2023, a quanto pare sta bene ed è stato visto schizzar via di corsa, come un vero pirata della strada. Per fortuna che non si trova in Trentino….
La classifica vede Andreas Leknessund, maglia rosa, Remco Evenepoel secondo, e per trovare un italiano dobbiamo arrivare all’undicesimo posto dove c’è Vincenzo Albanese.
Una curiosità: la Maglia Rosa venne introdotta nel 1931 da Armando Cougnet, giornalista sportivo de La Gazzetta dello Sport, il giornale che oltre vent’anni prima aveva ideato il Giro d’Italia. L’idea fu di individuare un simbolo che rendesse visibile il corridore al comando della classifica, per dare modo agli spettatori di distinguerlo tra tutti gli altri. Quel lontano 1931, proprio il 10 maggio, il primo a indossarla fu il mantovano Learco Guerra, soprannominato la locomotiva umana , capace di conquistare nello stesso anno il campionato del mondo di ciclismo su strada a Copenaghen e nel 1934 la Corsa Rosa.
Foto gettyimages
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