Inaugurata oggi 3 maggio, in occasione della giornata mondiale della libertà di stampa, una mostra dedicata ai francobolli che raccontano la libertà d’informazione.
Mestre – Dall’invenzione della stampa a caratteri mobili fino all’intelligenza artificiale, da Giordano Bruno ai giornalisti uccisi per aver raccontato la mafia e la guerra, l’excursus filatelico di Poste Italiane è oggi una mostra da visitare fino a fine mese.
Nella sede centrale di piazza Donatori di Sangue, l’esposizione attraversa cinque secoli di storia, raccontando con le immagini tratte dai francobolli, i protagonisti dell’informazione.
Gabriele Martini, Responsabile PI Comunicazioni Nord Est, ha accompagnato gli ospiti attraverso la storia dei momenti salienti della conquista della libertà di stampa fatta di illustri vittime, come Giordano Bruno, e di grandi rinunce, come quella di Galileo Galilei. Il percorso espositivo illustra infatti il tormentato cammino della libertà di manifestare il proprio pensiero da quando, a metà del ‘400, Gutenberg stampò la prima Bibbia con un torchio a caratteri mobili e, poco dopo a Venezia, Aldo Manunzio perfezionò lo strumento che avrebbe permesso una rapida trasmissione delle idee. La lotta tra protestanti e cattolici, e le grandi scoperte scientifiche, alimentarono la tensione tra la ricerca della libertà e la repressione del libero pensiero, culminata con il rogo di Giordano Bruno nell’anno 1600.
Tra i primi a manifestare l’esigenza della libertà di stampa, fu il poeta e filosofo inglese John Milton. Negli stati di tutta Europa prendeva forma il giornale, un avviso compilato a mano o un foglio stampato, spesso chiamato gazzetta, parola veneziana oggi esportata in tutto il mondo.
Il progresso tecnologico darà il colpo d’accelerazione e l’elettricità, il telegrafo, assieme al lavoro spesso oscuro di uomini e donne negli uffici postali, renderanno possibile la diffusione di notizie.
Il francobollo dunque non è solo il costo della spedizione di una lettera ma è un messaggio ben preciso che gli Stati lanciano al loro interno e all’esterno; un mezzo di propaganda, concentrato in una figura, come lo descrive il critico d’arte Federico Zeri.
Il duro lavoro delle telegrafiste, narrato in Telegrafi dello Stato (1895), testimonia anche i primi passi dell’emancipazione femminile. Alla fine del ‘700 arrivano le prime manifestazioni per il principio libertario, che poi sfociano con la Rivoluzione francese e americana; oggi quei principi, attraverso l’articolo 21 della nostra Costituzione, sanciscono il diritto di tutti a manifestare liberamente il pensiero, a informare e a essere informati.
Nel 1963, 60 anni fa, il giornalismo italiano diventa un ordine professionale, strumento di autogoverno e di disciplina professionale, di autonomia dal potere politico ed economico avendo come dovere quello della “verità”, come ricorda il francobollo italiano emesso quest’anno per il 60mo anniversario dell’Ordine.
Oggi ci sono nuove sfide per l’informazione, ancora una volta conseguenza dello sviluppo tecnologico: internet, i social network e, infine l’intelligenza artificiale. Rimane acceso il dibattito su come distinguere tra diritto di satira, diffamazione e libertà di stampa e la possibilità di punire la calunnia senza offendere la libertà di stampa.
Sono tanti i pericoli per l’informazione nel XXI secolo ma tante anche le opportunità: migliaia posti di lavoro sono scomparsi, altri potrebbero crearsi e non è detto che nel grande mare del web non si trovino nuove opportunità di ricerca, nuove frontiere per il giornalismo.
All’inaugurazione questa mattina erano presenti i giornalisti Tiziano Graziottin caporedattore de Il Gazzettino che ha parlato delle difficolta del mestiere di giornalista e Daniele Ferrazza capocronista de La Nuova Venezia che ha sottolineato come l’informazione abbia un prezzo.
Nella mostra, allestita negli spazi della sede centrale di Poste Italiane, ai francobolli si affianca, al termine del percorso, la grande mappa della libertà di stampa presentata ogni anno da Reporter sans Frontieres. Il 58mo posto assegnato all’Italia ci racconta le difficoltà dei giornalisti italiani minacciati da mafia e criminalità organizzata. “La libertà di stampa, insieme alla libertà di essere informati, è il termometro della salute democratica di un Paese.”, ha ricordato dal Presidente della Repubblica lo scorso 3 maggio.
L’esposizione sarà visitabile fino al 31 maggio durante il consueto orario d’apertura dell’ufficio Postale Mestre Centro: dal lunedì al venerdì, dalle 8.20 alle 19, e il sabato fino alle 12.35.
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