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La Bibbia nella storia americana


Un convegno
organizzato da
Biblia
presso il Seminario Vescovile di Treviso

La presenza della Bibbia nella storia americana è una costante.

Dai Padri pellegrini del Seicento fino ai nostri giorni, il Libro dei libri ha influito potentemente sull’ethos collettivo e sulla stessa politica di oltreoceano.

Lo ha fatto in maniera varia e addirittura contraddittoria: ha aperto orizzonti di libertà democratiche ugualitarie e ha alimentato discriminazioni; ha avanzato tanto proposte culturali innovative e ha dato origine al fondamentalismo letteralista.

Gli Stati Uniti, nell’effervescenza religiosa che li ha sempre contraddistinti, sono stati anche la terra in cui si è affermata la presenza di un altro libro, quello di Mormon, a completamento della rivelazione biblica.

Nei nostri giorni la Bibbia favorisce sia l’identificazione degli americani con il popolo eletto, sia l’appoggio statunitense allo Stato d’Israele; senza trascurare il fatto che contribuisce a elaborare visioni apocalittiche della storia volte a ottenere una sedicente e definitiva vittoria sul male.

Siamo quindi di fronte a una serie di temi tutti di stringente attualità, che il convegno organizzato presso il Seminario Vescovile a Treviso dal 17 al 19 aprile, cerca di esaminare con il contributo di vari eminenti studiosi, chiamati in causa dalla Associazione laica di cultura biblica BIBLIA.

Biblia rivolge la sua attività alla promozione della conoscenza della Bibbia tra le donne e gli uomini del nostro tempo, al di là delle possibili e diverse convinzioni religiose e rispetta i valori legati alle varie appartenenze di fede, ma è indipendente da ogni confessione. La laicità dell’Associazione si manifesta nell’essere occasione di incontro e confronto per persone dai più diversi orientamenti, con in comune il desiderio di studio e conoscenza del “Libro dei libri”.

Venerdì 17 aprile nel pomeriggio vi sono state due relazioni: una sul La migrazione dei puritani verso la terra promessa di Massimo Rubboli e l’altra America, terra di rivelazione: il Libro di Mormon di Massimo Introvigne.

Massimo Rubboli è professore di Storia dell’America del Nord alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Genova. Si occupa di storia politica e religiosa e di storia del pacifismo e della nonviolenza. È membro del consiglio internazionale della Peace History Society.

Massimo Introvigne è un sociologo e fondatore e direttore del Centro Studi sulle Nuove Religioni (CESNUR), una rete internazionale di studiosi di nuovi movimenti religiosi. Dal 5 gennaio al 31 dicembre 2011 ha avuto nell’ambito dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) il ruolo di Rappresentante per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione, con un’attenzione particolare alla discriminazione contro i cristiani e i membri di altre religioni. Dal giugno 2012 è coordinatore dell’Osservatorio della Libertà Religiosa costituito dal Ministero degli Esteri italiano in collaborazione con Roma Capitale.

Il convegno domani 18 aprile prevede al mattino alle ore 9,30 altre due relazioni: la prima su Il ruolo della Bibbia nella guerra civile americana di Massimo Faggioli e la seconda intitolata Il fondamentalismo biblico tra XIX e XX secolo di Enzo Pace.

Massimo Faggioli, laureatosi in Scienze politiche all’Università di Bologna nel 1994, ha lavorato come ricercatore presso la “Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII” di Bologna dal 1996 al 2008 e ha conseguito il dottorato in Storia religiosa all’Università di Torino nel 2002. Ha trascorso periodi di ricerca alla Karl-Eberhards-Universität Tübingen (1999-2000), nella Faculté de Théologie et Sciences Religieuses alla Université Laval in Québec (2002), e presso la Universität Potsdam (2004). Ha lavorato come analista presso il “Centro Studi Progetto Europeo” di Bologna (2005-2012. Si è trasferito negli Stati Uniti nel 2008 come visiting fellow al Boston College, ed è stato assunto come assistant professor alla University of St. Thomas (Minneapolis – St. Paul, USA) nel settembre 2009. Insegna, scrive, e ricerca di storia del cristianesimo e di cattolicesimo contemporaneo, di storia delle istituzioni ecclesiastiche e dei nuovi movimenti cattolici, e di religione e politica. I suoi articoli e saggi sono stati pubblicati e tradotti in otto lingue. Collabora con varie riviste italiane e non.

Sabato sera ci sarà una conferenza alle 21,45 aperta al pubblico su La Bibbia nel cinema americano di Guido Bertagna, che è un gesuita che ha compiuto studi di arte e teologia. Dal 1997 al 2009 ha lavorato al Centro culturale San Fedele e nel carcere di San Vittore. Collabora a itinerari di giustizia riparativa e prosegue la sua attività come scultore e pittore.

Il convegno si concluderà domenica mattina con altre due relazioni. Piero Stefani parlerà di Bibbia, America e Israele: l’espandersi del sionismo cristiano, mentre Valentina Ciciliot ci informerà sulle Conversioni e neo fondamentalismo nell’America d’oggi.

Piero Stefani è docente di Bibbia e cultura presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano e insegna Diritto ebraico e israeliano all’Università di Milano. Presidente del Segretariato attività ecumeniche, è redattore della rivista «Il Regno». Studioso del testo biblico, nelle sue ricerche ha approfondito le origini dell’ebraismo e le relazioni tra ebraismo e cristianesimo, in chiave sia teologica sia storico-antropologica. 

Valentina Ciciliot è ricercatrice presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove insegna North America Christianity e Christianity and Ecology. Tra il 2016 e il 2019 è stata Marie Sklodowska-Curie post-doc fellow presso il dipartimento di studi umanistici di Ca’ Foscari e il Cushwa Center for the Study of American Catholicism (University of Notre Dame, US).

Come si può vedere dal programma così intenso e dalla caratura degli interventi proposti, lo scopo è quello di creare uno spazio di riflessione su come la Bibbia abbia influenzato la storia americana e lo stia facendo nel nostro presente, in seguito ai fenomeni religiosi che stanno influenzando la politica americana di oggi e di conseguenza la geopolitica mondiale. Degli aspetti interessanti che non rappresentano solo una curiosità, ma che possono completare la nostra cultura generale, ma soprattutto la nostra capacità critica per capire meglio il mondo in cui viviamo.

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