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Italia vince ma non convince

Italia vince ma non convince

Dopo la pessima sconfitta di Oslo, l’Italia vince con la Moldova 2-0 e conquista i primi 3 punti nel Gruppo I di qualificazione al Mondiale 2026

REGGIO EMILIA – Bisognava vincere con tanti gol di scarto, possibilmente almeno cinque in modo tale da poter pareggiare il risultato della Norvegia. È arrivata solo la vittoria con anche qualche patema di troppo. Ci si aspettava almeno un briciolo di reazione dopo la batosta di Oslo, invece è il gruppo era sempre lo stesso, confuso, stanco, demotivato.

Certo, come ha detto giustamente l’ormai ex CT i giocatori sono stanchi. È stata un’annata lunghissima e combattuta fino all’ultima giornata. Ma non è accaduto lo stesso anche per i giocatori scandinavi? Gli interisti (vero e proprio scheletro di questo ciclo azzurro) arrivano da una finale non giocata e persa di Champions, per cui emotivamente e fisicamente sotto zero. Ma può bastare questo per spiegare undici zombie in campo?

Il problema sta alla fonte. Mancini era riuscito nell’impresa di vincere un insperato Europeo, ma è stato solo un sogno effimero. I giocatori avevano over performato e dietro avevi due vecchie volpi e soprattutto Leader come Chiellini e Bonucci. Ma proprio quella vittoria si è dimostrata poi essere un’arma a doppio taglio. Gli azzurri si credevano invincibili, avevano anche il record di partite senza sconfitte. E poi l’amara seconda non qualificazione ai Mondiali di fila.

Il fuoco, la sensazione di essere onnipotenti si è trasformato nell’esatto contrario. Le dimissioni del Ct e il cambio in corsa sembravano aver dato qualche effetto. Ma è arrivato un Europeo pessimo, con la sconfitta con la Svizzera che ancora brucia. E questo fantomatico gioco è completamente sparito.

Certo, non abbiamo campioni se non Donnarumma. Ma questo non può essere un alibi, soprattutto contro squadre come la Moldova, numero 174 del Ranking Fifa. Non propriamente una corazzata. Come in Germania l’estate scorsa, l’Italia di queste due partite è una squadra senza gambe, senza idee, senza cuore. Agonizzante dal primo all’ultimo minuto.

Non c’è quella voglia, quell’orgoglio di indossare la maglia azzurra. Nessun brivido nel cantare l’inno. Niente occhi della tigre. Solo paura e quasi fastidio per aver perso una settimana in più di vacanza o di allenamento in vista del Mondiale per Club. Senza contare chi per un piccolo fastidio ha rinunciato anche a presentarsi in Nazionale. Una cosa impensabile fino a qualche anno fa, dove ci si presentava a Coverciano anche su una gamba sola pur di difendere i colori del proprio Paese.

Un disamore che parte da lontano e che ha allontanato anche i tifosi ormai. Quelli che dovrebbero essere la vera e propria spinta in più. Ma non è tutto perduto. La Norvegia è sì prima nel girone I a punteggio pieno e con un +11 in differenza reti, ma ha anche due partite in più dei nostri. E la squadra di ieri sera che ha vinto a fatica con l’Estonia non può essere tutto questo spauracchio. Eppure ci ha ridicolizzati dandoci tre gol di scarto che potevano esser ben di più.

Da domani si dovrà ricominciare con un altro CT, che non potrà fare miracoli essendo il materiale umano questo. Ranieri ha rifiutato, rimangono in lizza Pioli e qualche ex Campione del Mondo. Non conterà il modulo o il gioco. Il lavoro principale per lui sarà ridare vita e coraggio a giocatori spenti e vuoti. E magari, come ha detto giustamente Spalletti ieri sera, lasciar a casa definitivamente chi rifiuta la convocazione.

Se si vuole davvero far qualcosa per salvare il movimento calcistico italiano è arrivata l’ora di far scelte anche dure. Tagliare i rami secchi (per quanto risonanti) e dare spazio a chi davvero tiene a questa maglia. E magari iniziare davvero a far qualcosa dalle scuole calcio in su. Perché i giovani ci sono eccome, il problema è che poi non giocano come invece capita negli altri Stati. Basti pensare a Camarda. Qualche minuto in serie A e Champions e un anno buttato.

La speranza è nei piedi e nei cuori dei giovani che tanto bene stanno facendo con le Nazionali minori. Ma questo cambio di mentalità deve partire in primis dall’alto. E allora chissà, forse tornerà il momento in cui anche le nuove generazioni potranno vedere l’Italia giocare e vincere un Mondiale.

Il commento

Queste le ultime parole da CT di Luciano Spalletti:

“Abbiamo fatto fatica anche stasera, però c’erano troppe componenti, e poi si è confermato quello che si era visto. Ho trovato un gruppo arrivato affaticato alla fine della stagione, con giocatori logori per quello che hanno passato in questo campionato. Una delle più grosse difficoltà è stata andare a giocare a Oslo in questo momento qui: con una vittoria come quella di oggi e un’altra anche risicata sarebbe stata un’altra storia. Non lascio un grandissimo entusiasmo, nonostante il pubblico abbia reagito in maniera splendida. Poi i giocatori e l’allenatore dovranno fare la differenza, cosa che io non ho fatto“.

Il tabellino

ITALIA-MOLDOVA 2-0 (1-0 p.t.)

ITALIA (3-5-1-1):
 Donnarumma; Di Lorenzo, Bastoni, Ranieri (dal 37′ st Coppola); Cambiaso, Frattesi, Ricci (dal 1′ st Barella), Tonali, Dimarco (dal 1′ st Orsolini); Raspadori (dal 32′ st Maldini); Retegui (dal 26′ st Lucca). A disp.: Meret, Carnesecchi, Rovella, Gatti, Udogie, Casadei, Rugani. Ct. Spalletti

MOLDOVA (3-4-3): Avram; Baboglo, Mudrac, Dumbravanu; Platica, Ionita (dal 26′ st Dros), Bodisteanu (dal 13′ st Motpan), Reabciuk; Caimacov (dal 21′ st Stina), Nicolaescu (dal 26′ st Damascan), Postolachi (dal 21′ st Perciun). A disp.: Straistari, Cojuhar, Bors, Posmac, Motoc, Stefan, Bitca. Ct. Clescenco

Marcatori: 40′ pt Raspadori, 5′ st Cambiaso
Arbitro: Schnyder (Svizzera). Assistenti: M. Zürcher, B. Zürcher (Svizzera). Quarto ufficiale: Cibelli (Svizzera). VAR: Tschudi (Svizzera). AVAR: Wolfensberger (Svizzera)
Note: ammoniti Clescenco (Ct Moldova), Nicolaescu (M), Frattesi (I). Spettatori 18.771 per un incasso di 420.934 euro

Photo Credits: Figc.it

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